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DL Elezioni e Referendum 2026: avviato l’esame alla Camera
Cosa è successo?
La Camera dei Deputati ha avviato la discussione generale sul decreto legge Elezioni, che introduce misure urgenti in vista delle elezioni e dei referendum previsti nel 2026. Il provvedimento conferma lo svolgimento delle votazioni su due giornate (domenica e lunedì) e, nel corso dell’esame in Commissione Affari costituzionali, è stato modificato con un solo emendamento approvato, presentato da Fratelli d’Italia. L’emendamento abbassa dal 50% al 40% la soglia minima di affluenza necessaria per la validità dell’elezione del sindaco nei Comuni fino a 15.000 abitanti quando è presente una sola lista. Sono stati invece respinti tutti gli emendamenti delle opposizioni che proponevano l’introduzione del voto per gli elettori fuori sede. Il relatore, On. De Corato (FdI), ha depositato la relazione scritta e il dibattito in Aula è in corso.
Perché è importante?
Il decreto interviene su nodi sensibili del sistema democratico: partecipazione, legittimazione degli eletti e accesso al voto. La riduzione del quorum nei piccoli Comuni mira a evitare elezioni invalide in contesti di scarsa competizione politica, ma solleva interrogativi sull’equilibrio tra governabilità e rappresentatività. Il mancato via libera al voto fuori sede mantiene invece irrisolta una criticità crescente, soprattutto per studenti e lavoratori mobili.
E adesso?
Il testo è all’esame della Camera in prima lettura e dovrà essere convertito in legge entro il 25 febbraio. Da qui alla scadenza restano possibili tensioni politiche e tentativi di modifica, ma i margini di intervento appaiono limitati dai tempi stretti del decreto.