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Deficit commerciale con la Cina a 1 miliardo di euro al giorno, l'Ue divisa al vertice di ottobre tra linea dura e volontà di dialogo

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Deficit commerciale con la Cina a 1 miliardo di euro al giorno, l'Ue divisa al vertice di ottobre tra linea dura e volontà di dialogo

Cos’è successo

L'Unione europea deve perseguire un dialogo politico con la Cina. Lo ha dichiarato a Politico Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, in un'intervista nel proprio ufficio al Berlaymont. L'intervento della numero due spagnola nella Commissione di Ursula von der Leyen arriva in un momento critico, mentre Bruxelles conduce colloqui ad alta posta in gioco con Pechino su come ridurre il deficit commerciale Ue con la Cina, che ammonta a 1 miliardo di euro al giorno. Von der Leyen dovrebbe illustrare le modalità per rafforzare le difese commerciali dell'Unione contro l'eccesso di export cinese prima che i leader Ue facciano il punto sui negoziati commerciali in un vertice a metà ottobre.

"Il dialogo politico [con la Cina] è molto importante", ha detto Ribera. Il commissario al Commercio Maroš Šefčovič guida gli sforzi del blocco per convincere Pechino a contenere le esportazioni verso l'Ue, che secondo Bruxelles beneficiano di un sostegno statale sleale e sostanziale; martedì era a Berlino per colloqui con governo e imprenditori tedeschi, e la prossima settimana incontrerà gli amministratori delegati europei per raccogliere il loro riscontro sulla spinta dell'esecutivo Ue a diversificare le catene di approvvigionamento allontanandole dalla Cina.

Perché conta

Le parole di Ribera arrivano mentre gli Stati membri restano divisi sulla linea da tenere verso Pechino, con la stessa Commissione che deve tenere insieme posizioni interne non del tutto allineate.

  • I grandi Paesi Ue si muovono in ordine sparso: mentre la Commissione ha assunto una linea più dura sulla Cina, le grandi economie europee hanno cominciato a irrigidire la propria posizione solo di recente; la Francia ha guidato la spinta per protezioni commerciali più forti e la Germania mostra segnali di allineamento, ma il Paese di origine di Ribera, la Spagna, continua a favorire un rapporto aperto, come dimostrato dal premier Pedro Sánchez, che durante la sua ultima visita in Cina ad aprile ha chiesto "una relazione basata su fiducia, dialogo e stabilità";
  • La preoccupazione sulla Cina resta condivisa, ma la sintesi politica è ancora da costruire: secondo Ribera, la preoccupazione sulla Cina è "interamente condivisa" dal Collegio dei 27 Commissari, ma resta importante raggiungere "una comprensione politica più ampia" tra loro, dato che le relazioni commerciali attraversano trasversalmente molte aree politiche diverse;
  • Il commercio non esiste in un vuoto, ma si intreccia con difesa e geopolitica: pur essendo una competenza esclusiva dell'Ue, il commercio è collegato a politica industriale, innovazione, geopolitica, clima e standard del lavoro, ha spiegato Ribera, citando le catene di approvvigionamento come esempio: "È commercio, o è difesa?".

Adesso

  • La Commissione cerca un approccio basato su sinergie, non solo su differenze: secondo Ribera, il blocco deve trovare un nuovo modo di affrontare gli squilibri commerciali "non imponendo unilateralmente condizioni che potrebbero essere percepite come una minaccia, ma assicurando che rispettiamo la legge, garantendo che gli strumenti a nostra disposizione siano pienamente rispettati";
  • Bruxelles non intende arretrare nella difesa delle proprie industrie: pur puntando al dialogo, Ribera ha insistito che l'Ue non farà passi indietro nella tutela dei propri settori produttivi: "Penso che usare anche i propri punti di forza per difendere posizioni ferme sia importante, non permetteremo semplicemente qualsiasi cosa";
  • Il vertice di metà ottobre sarà il primo banco di prova concreto: i leader Ue faranno il punto sui negoziati commerciali con la Cina in quell'occasione, dopo che Šefčovič avrà raccolto il riscontro degli amministratori delegati europei sulla strategia di diversificazione delle catene di approvvigionamento, un passaggio che chiarirà quanto la linea più concreta di Bruxelles rifletterà l'apertura al dialogo caldeggiata da Ribera o la fermezza commerciale spinta da Francia e, sempre più, Germania.

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