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DeepSeek esclude Nvidia dal suo prossimo modello
Cosa è successo?
Secondo Reuters, DeepSeek non ha concesso a Nvidia né ad AMD l'accesso anticipato al proprio prossimo modello di frontiera, V4, rompendo con la prassi consolidata per cui i lab AI condividono le pre-release con i chipmaker per ottimizzare le performance sull'hardware più diffuso. L'accesso anticipato è stato dato invece a fornitori cinesi, tra cui Huawei, con diverse settimane di vantaggio. In parallelo, un funzionario dell'amministrazione Trump ha dichiarato a Reuters che V4 è stato addestrato proprio su chip Nvidia Blackwell — i più avanzati in circolazione, vietati all'export verso la Cina — e che DeepSeek potrebbe dichiarare pubblicamente di aver utilizzato chip Huawei per il training, cancellando la traccia della dipendenza da hardware americano. A completare il quadro, ufficiali USA hanno confermato che Nvidia non ha ancora venduto un singolo chip H200 (della precedente generazione) alla Cina, nonostante la licenza ottenuta a dicembre: le spedizioni richiedono ispezioni americane prima della partenza e sono soggette a un dazio del 25% e Pechino non ha ancora autorizzato formalmente le importazioni.
Perché è importante?
Facciamo ordine. Fino ad ora, il decoupling tecnologico USA–Cina è stato raccontato come un processo unidirezionale: Washington blocca l'hardware, la Cina subisce e cerca di aggirare. Il processo si sta però simmetrizzando. DeepSeek che ottimizza il modello V4 per Huawei ed esclude Nvidia è l'immagine speculare degli export control: non più solo gli USA che impediscono alla Cina di comprare, ma la Cina che inizia a impedire agli USA di vendere — o quantomeno di restare rilevanti nel Paese.
- L'ironia è che l'hardware americano resta indispensabile per il training, ma viene deliberatamente tagliato fuori dall'inference, che è il mercato in crescita. La biforcazione non è neanche solo hardware: se il modello cinese più scaricato al mondo (oltre 75 milioni di download su Hugging Face) è ottimizzato per Huawei e non per Nvidia, la conseguenza è un loop auto-rinforzante: modelli che girano meglio su chip cinesi generano più domanda di chip cinesi, che a loro volta attirano più ottimizzazione software.
- Il contesto enforcement rafforza il quadro. David Peters, assistant secretary for export enforcement al Dipartimento del Commercio, ha testimoniato al Congresso che il contrabbando di semiconduttori è una priorità e che il suo ufficio è pronto a far rispettare la legge "senza riguardo per chi sia il trasgressore" — un riferimento velatamente rivolto anche a Nvidia. Peters si è detto inoltre favorevole ad estendere la prescrizione a dieci anni e a quadruplicare le sanzioni.
E adesso?
Per Nvidia il rischio non è solo perdere il mercato cinese (che Huang stima in circa $50 miliardi), ma il lock-in ecosistemico che è il suo vero moat (i modelli vengono addestrati, ottimizzati e distribuiti sulla sua piattaforma CUDA). Un ecosistema cinese che addestra su Nvidia ma ottimizza e fa girare su hardware Huawei erode quel fossato dalla parte più strategica, dove i margini sono ricorrenti e i volumi in espansione.