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Data engineering: da funzione invisibile a leva strategica dell’AI
Cosa è successo?
Con l’AI che entra stabilmente nei processi core delle imprese, il ruolo del data engineer cambia radicalmente. Secondo il report MIT Technology Review Insights – Redefining data engineering in the age of AI, oggi il 72% dei senior executive considera i data engineer integrali al successo del business. La percentuale sale all’86% nelle aziende con oltre 10 miliardi di dollari di fatturato, cioè quelle più avanzate nell’adozione dell’AI. Il cambio di percezione è particolarmente forte nei servizi finanziari e nel manifatturiero, dove l’AI è già direttamente collegata a produttività, rischio e margini. Parallelamente, il perimetro di influenza si allarga: il 66% degli intervistati afferma che i data engineer incidono su investimenti in tecnologie dati e scelta dei vendor, mentre oltre la metà li coinvolge nelle decisioni su data strategy, fattibilità dei casi d’uso AI e utilizzo dei modelli da parte delle business unit.
Perché è importante?
Il dato segnala uno spostamento strutturale di potere all’interno dell’organizzazione. L’AI ha reso evidente un vincolo che prima era sottovalutato: non esiste AI scalabile senza dati affidabili, governati e integrati. Di conseguenza, chi controlla pipeline, qualità del dato, accessi e architettura non è più un esecutore tecnico, ma un abilitatore diretto delle decisioni di business. Il report mostra anche una frattura nel C-suite: CDO e CAIO riconoscono molto più dei CIO il valore strategico dei data engineer, segno che la trasformazione è ancora incompleta e legata alla visibilità del lavoro svolto. Dove l’AI è matura, però, il data engineer smette di essere “plumbing” e diventa co-autore della strategia AI.
E adesso?
Nel 2026 la traiettoria è chiara: le aziende che continuano a trattare il data engineering come una funzione di supporto rischiano di limitare il ritorno sugli investimenti AI. Quelle che invece integrano i data engineer nei processi decisionali, su architettura, priorità di investimento e casi d’uso, costruiscono un vantaggio competitivo più difendibile. Per i professionisti, il messaggio è altrettanto netto: il valore non sta solo nel saper costruire pipeline, ma nel tradurre dati e AI in scelte economiche, operative e di rischio. Nell’era dell’AI, il data engineer diventa una figura chiave non perché scrive più codice, ma perché decide cosa rende l’AI davvero utilizzabile.