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Cybersecurity 2025: l’attacco è sull’identità
Cosa è successo?
Microsoft ha pubblicato il Digital Defense Report 2025, basato su oltre 100 trilioni di segnali di sicurezza analizzati ogni giorno. Il quadro è netto: la superficie d’attacco si è spostata dall’infrastruttura all’identità. Nel 2025, oltre il 97% degli attacchi di identità è costituito da password spray e brute force; allo stesso tempo, gli attacchi identity-based sono cresciuti del 32% nel primo semestre. Più dell’80% degli incidenti osservati include esfiltrazione di dati, e oltre il 50% degli attacchi con motivazione nota è a fine economico (estorsione/ransomware), mentre l’espionaggio puro pesa solo il 4%. Crescono gli abusi di identità cloud e di workload non umani (app, servizi, script), spesso con privilegi elevati ma controlli deboli.
Perché è importante?
Il report mostra che MFA resistente al phishing blocca >99% degli accessi non autorizzati, rendendola la singola misura più efficace, ma gli attaccanti aggirano i controlli spostandosi su token, OAuth e supply chain. I settori più colpiti sono PA e IT (17% ciascuno), seguiti da ricerca e università (11%), che fungono da “incubatori” di tecniche avanzate. Aumentano gli attacchi cloud-centrici: campagne distruttive su ambienti Azure +87% e ransomware sempre più ibrido (on-prem + cloud). L’AI è un moltiplicatore per entrambe le parti: automatizza social engineering, discovery e evasione, ma diventa anche bersaglio (prompt injection, data poisoning). Il rischio è sistemico: un singolo attacco ransomware può avere impatti globali sulle supply chain.
E adesso?
Il messaggio operativo è chiaro: trattare il cyber risk a livello di board e spostare la difesa su Zero Trust e identità. Priorità: MFA resistente al phishing ovunque; governance delle app e monitoraggio continuo dei token; inventario e hardening degli asset cloud; patching rapido delle superfici esposte; resilienza (backup testati, piani IR). Sul piano macro, serve condivisione d’intelligence e deterrenza coordinata contro mercati criminali (access broker e cyber-mercenari). Prepararsi ora anche a AI risk e post-quantum crypto: il tempo di reazione è diventato un fattore di sicurezza tanto quanto la tecnologia.