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Con un tetto di 55-60 €/MWh, l’Italia punta al price cap sul gas elettrico sul modello iberico del 2022

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Con un tetto di 55-60 €/MWh, l’Italia punta al price cap sul gas elettrico sul modello iberico del 2022

Cos’è successo

Il governo punta a chiudere in tempi brevi il negoziato con la Commissione europea sul decreto Bollette, con l'obiettivo di contenere il costo dell'elettricità per famiglie e imprese. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto ha spiegato che esiste "in linea di massima un accordo" con Bruxelles sul meccanismo da adottare per ridurre il prezzo del gas impiegato nella produzione di energia elettrica.

L'ipotesi è introdurre un tetto al prezzo ("price cap") del gas destinato alla generazione elettrica, sul modello del meccanismo adottato da Spagna e Portogallo nel 2022-2023. Roma punta a un limite iniziale di 55-60 euro al megawattora, ma restano da definire sia il livello del tetto sia le modalità con cui compensare i produttori per i maggiori costi sostenuti.

Parallelamente, il governo intende procedere anche con il superamento del differenziale tra i prezzi del gas al TTF di Amsterdam e al PSV italiano. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che il confronto con la Commissione è in fase avanzata. Sullo sfondo c'è una strategia energetica più ampia, che comprende il ricorso al gas per garantire la continuità delle forniture, lo sviluppo delle rinnovabili e il sostegno al nucleare.

Perché conta

  • Il price cap si prefigge di a contenere il costo della materia prima utilizzata dalle centrali termoelettriche e, di conseguenza, il prezzo dell'energia elettrica. Il modello iberico prevede un limite al prezzo del gas riconosciuto per la produzione elettrica, con una soglia iniziale di 40 €/MWh e aumenti progressivi. La proposta italiana punta invece a un livello iniziale più alto, sui 55-60 €/MWh. L'effetto effettivo sulle bollette, però, dipenderà dal disegno definitivo della misura e dalle modalità con cui verranno trasferiti i risparmi ai consumatori;
  • I produttori elettrici dovrebbero essere rimborsati per la differenza tra il costo effettivo del gas e quello riconosciuto dal meccanismo. Il decreto prevede di finanziare queste compensazioni attraverso gli oneri generali di sistema, una componente della bolletta pagata dagli utenti: occorre quindi evitare che i risparmi ottenuti da alcuni consumatori si traducano in maggiori costi per altri, soprattutto per le famiglie e le imprese con contratti a prezzo fisso. Parallelamente, Meloni chiede una revisione del sistema europeo ETS, ritenuto dal governo penalizzante per le industrie energivore italiane ed europee rispetto ai concorrenti extra-Unione;
  • Roma vuole intervenire sullo spread tra il TTF di Amsterdam (il principale riferimento europeo per il prezzo del gas) e il PSV, il punto di scambio virtuale italiano. Pichetto ha già chiesto all'ARERA di predisporre il passaggio necessario attraverso il cosiddetto servizio di liquidità: l'obiettivo è ridurre una differenza di prezzo che può incidere sui costi sostenuti dagli operatori italiani.

Adesso

  • Il prossimo passaggio è definire i dettagli del price cap, a partire dalla soglia iniziale e dai criteri per aggiornare mensilmente il tetto. Al di là delle rassicurazioni governative, non è possibile considerare concluso l'accordo con la Commissione: restano da risolvere gli aspetti tecnici ed economici del meccanismo;
  • L'Italia sta anche lavorando, assieme alla Repubblica ceca, ad alcune proposte di riforma delle normative sulle emissioni dell'Unione europea volte a facilitare le importazioni di combustibili fossili e a favorire l’abbassamento dei prezzi dell'energia: verranno presentate al vertice del Consiglio del 15-16 ottobre. Roma e Praga vorrebbero innanzitutto la sospensione del regolamento sul metano, che dovrebbe entrare in vigore nel 2027 e che potrebbe rendere più complicati gli approvvigionamenti di gas per via degli oneri di rendicontazione imposti ai produttori;
  • L'applicazione di un price cap sul gas volto a controllare il prezzo dell'elettricità è una proposta storica di Confindustria L'Italia, però, difficilmente potrebbe replicare quanto fatto da Spagna e Portogallo perché il nostro sistema elettrico non è isolato come quello iberico: il nostro paese possiede molte interconnessioni - con Francia, Austria, Svizzera, Slovenia, Grecia -, dunque il price cap potrebbe incoraggiare gli operatori ad esportare energia verso altri mercati in modo da ottenere entrate maggiori, vanificando l'efficacia del meccanismo.

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