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Con la svolta industriale Ue dopo 50 anni di mercato libero, l'Italia ottiene 1,5 mld per il cleantech ma perde autonomia sul Golden Power

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Con la svolta industriale Ue dopo 50 anni di mercato libero, l'Italia ottiene 1,5 mld per il cleantech ma perde autonomia sul Golden Power

Cos’è successo

Il 5 maggio la Commissione Ue ha pubblicato il Report on Competition Policy 2025, primo bilancio del mandato di Teresa Ribera, commissaria europea per la concorrenza. Il documento codifica per la prima volta l'uso coordinato di antitrust, aiuti di Stato e FSR (Foreign Subsidy Regulation) come strumenti sovrapponibili per portare avanti gli obiettivi di competitività, resilienza e transizione pulita.

Il Report on Competition Policy segue fortemente le orme del Rapporto Draghi del settembre 2024. Sul piano operativo si traduce nel Clean Industrial Deal State Aid Framework (CISAF) di giugno 2025, nelle Linee guida FSR di gennaio 2026 e nella revisione delle Merger Guidelines attesa nel quarto trimestre 2026.

Perché conta

L'Unione europea si sta distanziando dal sistema puramente liberale e market oriented che l'hanno caratterizzata negli ultimi 50 anni per seguire le orme interventiste di Stati Uniti e Cina. Antitrust, aiuti di Stato e FSR diventano canali permissivi orientati a rafforzare gli obiettivi industriali europei. Il controllo delle concentrazioni e l'Art. 21 EUMR diventano invece più restrittivi sugli strumenti nazionali che potrebbero orientare verso obiettivi divergenti. La Commissione si attrezza per essere arbitra unica: orienta con i propri strumenti, contesta agli Stati membri quelli nazionali.

  • Il CISAF codifica lo Stato come investitore strategico, non più come correttore di fallimenti di mercato. Nel primo anno sono stati approvati 12 schemi nazionali in 7 paesi: €11 mld in Francia per eolico offshore (agosto 2025), €1,5 mld in Italia per cleantech manufacturing (dicembre 2025). Sostituisce il TCTF e supera la logica emergenziale;
  • L'FSR è letto nel Report come strumento essenziale per la competitività globale dell'UE. L'approvazione condizionata all'acquisto di Covestro da parte di ADNOC, con condizionalità per i brevetti di Covestro sulla sostenibilità, mostra come lo strumento concorrenziale diventa leva di politica industriale;
  • L'apertura della procedura Art. 21 EUMR contro l'Italia sul Golden Power applicato a UniCredit/Banco BPM è una delle prime prove di questo nuovo regime integrato. La Commissione aveva già autorizzato l'operazione condizionata ad una cessione; l'intervento nazionale dopo il giudizio europeo viene ora contestato.

Adesso

  • Breve termine (Q4 2026): seguire l'adozione delle nuove Merger Guidelines, prima codificazione dei criteri dinamici, ovvero innovazione, resilienza, competitività globale. L'esito determina se le operazioni in settori strategici italiani si valuteranno con criteri tradizionali o industriali. Da qui dipende il calendario delle operazioni M&A in settori sensibili;
  • Medio termine (2026–2027): monitorare l'esito della procedura Art. 21 contro l'Italia. Se la Commissione impone limiti all'uso del Golden Power post-clearance, il margine nazionale di intervento sulle concentrazioni si riduce strutturalmente. Da qui dipende la calibrazione di tempi di notifica e leve negoziali sui dossier in cui Roma intende incidere;
  • Lungo termine (2028 e oltre): verificare se il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 ancora CISAF, FSR e Merger Guidelines in un perimetro coerente di sicurezza economica. La convergenza odierna è strategica o tattica? L'integrazione nel bilancio pluriennale è il riferimento comparativo per distinguere.

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