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Con la benzina a 4,52 dollari e il gradimento di Trump al 30% Hormuz sta diventando un problema elettorale

Cos’è successo
La benzina negli Stati Uniti ha raggiunto 4,52 dollari al gallone, pari a circa 4 litri: oltre il 50% in più rispetto all'inizio del conflitto con l'Iran, ai livelli più alti dal luglio 2022. Sette Stati hanno già superato i 5 dollari al gallone. L'inflazione americana è salita al 3,8% ad aprile, il dato più alto in quasi tre anni. Le spese per carburante delle compagnie aeree sono aumentate del 56% tra febbraio e marzo, al punto che Spirit Airlines, compagnia low coast americana, ha chiuso i battenti a inizio maggio.
In questo contesto, l'amministrazione Trump sta valutando una sospensione temporanea della tassa federale sui carburanti - una misura che richiederebbe l'approvazione del Congresso - come risposta emergenziale alla pressione politica crescente. Nel frattempo, il dipartimento dell'Energia ha annunciato il prestito di 53,3 milioni di barili di petrolio dalla riserva strategica nazionale per stabilizzare i mercati.
Perché conta
Hormuz non è solo un problema di geopolitica energetica globale: è diventato il principale rischio elettorale dell'amministrazione americana, con ricadute che cambiano i calcoli sul conflitto.
- Il consenso interno si sta erodendo rapidamente. Solo un americano su quattro ritiene che la guerra valga il suo costo, con il 53% convinto del contrario. Il gradimento economico di Trump è sceso al 30%. Più di sei americani su dieci dichiarano che i prezzi della benzina hanno colpito il bilancio familiare. La soglia storica dei 4 dollari al gallone, quella che nei decenni passati ha innescato crisi politiche per ogni presidente, è già stata ampiamente superata;
- L'amministrazione ha poche leve reali. La sospensione della tassa federale sui carburanti vale circa 18 centesimi al gallone, un sollievo marginale rispetto a un rincaro da oltre 1,50 dollari. Il rilascio dalla riserva strategica ha effetti temporanei. Ad aprile l'amministrazione ha esentato alcune forniture di petrolio russo dalle sanzioni per aumentare l'offerta, una concessione politicamente difficile, per chi aveva costruito la propria narrativa sulla durezza verso Mosca;
- Le esportazioni di greggio americano verso Europa e Asia hanno raggiunto livelli record, riducendo le scorte interne proprio nella stagione in cui normalmente crescono. La riserva strategica nazionale si attesta oggi a circa 397-409 milioni di barili, il 44% al di sotto del picco del 2009 e l'11,9% sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni. Il rilascio coordinato con l'Iea di 172 milioni di barili porterà le riserve ai livelli più bassi dagli anni Ottanta. Gli analisti di Wall Street avvertono di un possibile ulteriore rialzo estivo su benzina, diesel e carburante aereo.
Adesso
- Il Memorial Day, che cade il 25 maggio, è la scadenza politica reale. La fine di questo mese segna l'inizio della stagione di guida estiva negli Stati Uniti, il momento di massimo consumo di benzina e di massima esposizione mediatica ai prezzi alla pompa;
- Il paradosso Trump si è chiuso su se stesso. L'amministrazione aveva usato i prezzi della benzina come arma politica contro Biden. Ora si trova nella stessa trappola. Un consigliere politico della Casa Bianca citato da Reuters ha riconosciuto apertamente: "Abbiamo fatto dei prezzi del gas il tallone d'Achille di Biden, e ora è il nostro";
- Per l'Europa, la pressione americana sui prezzi è un segnale indiretto. Più Washington si avvicina a una soglia di insostenibilità politica interna, più cresce la probabilità di una spinta americana verso una soluzione negoziale. I mercati energetici europei e le filiere agroalimentari che dipendono dai costi del carburante, osserveranno le prossime settimane come il vero termometro della durata del conflitto.