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Con il Progetto Vault gli Usa lanciano riserva di 60 minerali critici e sfidano il dominio cinese

Cosa è successo
Il "Progetto Vault", avviato dall’amministrazione Trump, consiste nella volontà di istituire una nuova, enorme riserva di minerali critici per scopi civili del Paese, attraverso lo stoccaggio di 60 minerali essenziali.
Sebbene l'iniziativa sia stata accolta con entusiasmo dalle aziende di mining e dalle principali società di trading, che la vedono come una garanzia di sicurezza economica in un contesto geopolitico instabile, ha anche generato una profonda spaccatura nell'industria mineraria, che teme che un’attività di accumulo così grande possa minare gli equilibri di domanda (oggi) e offerta (domani).
Perché è importante
Perché il settore delle materie prime critiche è, per tutta evidenza, un elemento chiave della produzione industriale. Non solo: al momento il principale attore del settore è la Cina che, da un lato, possiede ampie riserve di materie prime, dall’altro è sostanzialmente monopolista nella loro trasformazione. Gli Usa, per ovvie ragioni, vogliono rafforzarsi in questo settore e rendersi autonome dagli acquisti dalla Cina.
Il piano di accumulo, però, potrebbe non essere la soluzione al problema Usa di dipendenza dalle materie prime cinesi. Questo perché si teme che l'accumulo di scorte possa creare incertezze e alterare artificialmente i prezzi delle materie prime, creando un sistema protezionistico e, dunque, lesivo dei principi di concorrenza. Non solo: dal momento che anche UE e Australia sembrano intenzionate a creare un sistema di riserve, esiste il timore che il progetto inneschi una mentalità di accaparramento globale, aumentando la competizione diretta tra nazioni per metalli di nicchia.
E adesso
La volubilità delle decisioni dell’amministrazione Trump è così grande e frenetica che fare previsioni risulta difficile. Il progetto Vault sembra avviato a proseguire, ma comunque nel contesto di incertezza che caratterizza questi mesi.
• Un’analisi pubblica da CSIS indica come un modo per compensare gli eventuali squilibri innescati dal progetto Vault possa essere quella di creare una rete di considivisione e alleanza rispetto alle materie prime: “Vault - scrive CSIS - mira a rafforzare le catene di approvvigionamento condivise attraverso una cooperazione economica coordinata e uno sviluppo minerario responsabile.
• I primi colloqui con i ministri delle finanze del G7 e di altri Paesi alleati hanno rivelato un forte interesse a collaborare con gli Stati Uniti su questo modello. Sebbene inizialmente il programma si concentrerà sulla partecipazione dei produttori di apparecchiature originali (OEM) statunitensi nella sua fase di lancio, è strutturato in modo da consentire un più ampio coinvolgimento degli alleati nel tempo.