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Con il 95% della terra coltivabile già sfruttata, 8 Paesi del Mediterraneo investono 3 mln per rendere sostenibili gli allevamenti ovini e avicoli

Cos’è successo
Otto Paesi del Mediterraneo - Italia, Portogallo, Spagna, Francia, Croazia, Turchia, Egitto e Algeria - sono uniti in Aspmed, progetto internazionale da 3 milioni di euro che punta a integrare allevamenti ovini e avicoli con pratiche agro-forestali per renderli più sostenibili e resilienti al clima.
Il Mediterraneo è una delle aree agricole più sotto pressione al mondo, e i numeri lo confermano: con il 95% della terra coltivabile già sfruttata, non c'è margine per espandere le superfici agricole, quindi ogni guadagno di sostenibilità deve arrivare da come si alleva, non da quanto territorio si occupa.
Perché conta
Tre tendenze convergenti rendono urgente il lavoro di Aspmed: l'acqua si fa più scarsa mentre la domanda cresce, la dipendenza dalle importazioni alimentari si aggrava, e i piccoli allevamenti — il modello dominante nelle aree rurali — restano i più esposti a tutto questo.
- Acqua in calo, fabbisogno in aumento: le precipitazioni estive nella regione sono attese in calo fino al -29% nei mesi giugno-agosto, mentre la popolazione "water-poor" del Mediterraneo è destinata a salire da 180 milioni (2013) a oltre 250 milioni entro il 2050;
- Dipendenza alimentare crescente: nei Paesi del Maghreb la dipendenza dalle importazioni alimentari è già stimata attorno al 50%, un dato che la contrazione delle rese zootecniche legata al caldo rischia di aggravare ulteriormente;
- Piccola scala, grande peso: gli allevamenti ovini e avicoli di piccola dimensione restano il modello dominante nelle aree rurali mediterranee, ma sono i più esposti a stress idrico, eventi estremi e volatilità dei mercati, rendendo la loro transizione agroecologica decisiva per la tenuta dell'intero comparto.
Adesso
- Il progetto, coordinato dall'Università di Torino, mette in rete università e centri di ricerca di 8 Paesi per sviluppare modelli agroforestali applicabili su scala mediterranea;
- L’obiettivo del progetto è integrare zootecnia e agroforestazione per ridurre la pressione su suolo e risorse idriche già al limite;
- Particolare attenzione è riservata ai piccoli allevatori, individuati come gli attori chiave per diffondere pratiche più sostenibili sul territorio.