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Con aste, articoli cedibili e una piattaforma di scambio le targhe personalizzate a 1.000 euro della Manovra potrebbero quasi raddoppiare il gettito

Cos’è successo
Dal 1° marzo 2027, se il Parlamento approva la legge di bilancio, gli italiani potranno pagare per avere una targa personalizzata. Lo prevede l’articolo 38 del disegno di legge di Bilancio 2027: costo di 1.000 euro per i privati e 10.000 per le imprese fino al 31 maggio, poi 500 e 5.000.
Al prezzo si sommano il costo di produzione del Poligrafico dello Stato e una maggiorazione per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). I proventi dovrebbero andare a un fondo per le strade dei comuni fino a 50.000 abitanti. Ma la proposta potrebbe essere migliorata, aumentando le entrate per lo Stato, implementando il sistema inglese che mette all'asta le targhe rare e crea un mercato di compravendita tra privati.
Perché conta
- Le targhe personalizzate sono una tassa che piace a tutti: la paga solo chi vuole e può permettersela, senza toccare le aliquote di tutti gli altri. Ma il testo rinuncia alla parte più redditizia: la creazione di un mercato secondario. Vietando la cessione, lo Stato incassa una volta sola;
- Nel Regno Unito la targa è un bene che si compra e si rivende, e lo Stato incassa a ogni passaggio. Le combinazioni rare sono diventate oggetti da collezione: all’asta la targa «25 O» è stata aggiudicata per 400.000 sterline;
- Nel 2025-26 l’agenzia britannica della motorizzazione (DVLA) ha incassato quasi 300 milioni di sterline lordi: più di 163 dalle vendite e circa 127 dai trasferimenti, con una tariffa fissa di 80 sterline a passaggio. Dal 1989 le sole vendite di targhe personalizzate nel Regno Unito hanno fruttato 3 miliardi di sterline netti, con prezzi da 250 sterline e aste per le combinazioni più ricercate. Sì, ma: in Belgio la targa segue già il titolare, non è rivendibile e frutta 11-13 milioni l’anno. Quando il prezzo è raddoppiato a 2.000 euro, le richieste sono crollate del 74%: un avvertimento per i 1.000 euro di lancio.
Adesso
- Gli emendamenti alla Camera vanno depositati entro il 17 novembre: c’è spazio per rendere la targa cedibile, mettere all’asta le combinazioni rare (numeri bassi, sigle di città) e creare una piattaforma che permetta ai privati di scambiarsi le targhe trattenendo il 5% del valore della transazione;
- Approvazione definitiva entro il 31 dicembre, poi 60 giorni per il provvedimento del MIT su regole e combinazioni ammesse: la seconda finestra per introdurre le aste;
- Con il testo attuale, se il 5% delle 1,53 milioni di auto nuove scegliesse la targa a 500 euro, il gettito lordo sarebbe di circa 38 milioni. Nel Regno Unito il mercato secondario vale quasi quanto le vendite: nel tempo un modello simile potrebbe quasi raddoppiare l’incasso, senza alzare le tasse a nessuno.