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Con 5 abbordaggi in 6 mesi la Marina francese sfida la flotta ombra russa nel Mediterraneo

Cos’è successo
Il 23 giugno, la Marine Nationale francese, ha abbordato la petroliera Deliver al largo della Sicilia, mentre transitava sotto bandiera camerunense dalla base petrolifera russa di Primorsk verso il Canale di Suez, diretta a Singapore. Macron ne ha dato notizia pubblica due giorni dopo, a margine del vertice Nato di Berlino, pubblicando le immagini dei militari francesi che calano dalla randa dell'elicottero SA365 Dauphin. L'operazione è stata condotta ai sensi dell'articolo 110 della Convenzione Onu sul diritto del mare, che consente l'abbordaggio quando sussistono fondati sospetti di navigazione sotto falsa bandiera: l'esame dei documenti a bordo ha confermato che la Deliver era stata formalmente cancellata dal registro del Camerun settimane prima dell'operazione, rendendola di fatto una nave senza nazionalità.
Non si tratta di un episodio isolato. È la quinta operazione francese del genere dall'avvio del 2026: a gennaio era toccato alla Grinch, intercettata nel Mar di Alborán al largo della Spagna dopo essere partita da Murmansk; a marzo alla Deyna, stessa rotta; poi alla Boracay, sequestrata in operazione congiunta franco-belga e condotta a Zeebrugge; a giugno alla Tagor, fermata nell'Oceano Atlantico.
Perché conta
La flotta ombra russa non è solo uno strumento di elusione delle sanzioni: è un asset ibrido, lo stesso vettore che la Nato ritiene responsabile dei sabotaggi alle infrastrutture sottomarine nel Baltico.
- Il doppio uso della flotta ombra. Le navi vengono impiegate sia per esportare greggio russo aggirando il price cap del G7 (fissato a 60 dollari al barile) sia come strumento di guerra ibrida. L'intelligence Nato ha collegato al segmento più opaco di questa flotta l'attacco del 25 dicembre 2024 al cavo elettrico EstLink 2 tra Finlandia ed Estonia, episodio che ha innescato il lancio della missione Baltic Sentry nel gennaio 2025. Stessa architettura di negabilità, teatro diverso;
- Baltic Sentry: sorveglianza ma non enforcement. La missione Nato Baltic Sentry dispone di fregate, aerei di pattugliamento marittimo e 20 droni di superficie già schierati nel Baltico, con l'obiettivo di monitorare le infrastrutture sottomarine (cavi e gasdotti da cui transitano il 95% del traffico dati globale e 10.000 miliardi di dollari di transazioni al giorno). Ma ha un limite strutturale: scarsa autorità legale per abbordare navi in acque internazionali senza basi giuridiche consolidate. Le operazioni francesi nel Mediterraneo e nella Manica stanno di fatto costruendo il precedente giuridico che Baltic Sentry non può ancora applicare in piena autonomia;
- Il Mediterraneo come secondo fronte. Il Mediterraneo non era nel perimetro originale di Baltic Sentry, ma le rotte della ghost fleet passano necessariamente per lì: Primorsk e Murmansk alimentano flussi diretti verso India, Cina e Turchia via Suez. Intercettare la Deliver al largo della Sicilia significa agire su una delle arterie principali del commercio petrolifero russo.
Adesso
- L'enforcement si professionalizza, ma restano buchi normativi. La base legale attuale (Art. 110 UNCLOS, falsa bandiera) è applicabile solo su navi apolidi o con documentazione irregolare. Non consente di fermare navi che battono regolarmente una bandiera di convenienza, anche se note alla lista delle sanzioni. Una riforma del framework normativo internazionale è sul tavolo europeo, ma i tempi legislativi non si misurano in mesi;
- La risposta russa. Mosca ha definito i sequestri "pirateria illegale" e ha protestato attraverso l'ambasciata francese. Tuttavia il segnale ai Paesi che ospitano i registri navali (Camerun, Mozambico, Benin, Isole Comore) è forte: chi presta la bandiera ai vettori della ghost fleet espone i propri armatori a intercettazioni coordinate da marine militari europee con capacità di proiezione globale;
- Il Mediterranean turn della sicurezza europea. Per l'Italia, il fatto che l'abbordaggio della Deliver sia avvenuto al largo della Sicilia non è un dettaglio geografico neutro: è una sollecitazione implicita a definire una posizione sulla partecipazione italiana a questa logica operativa, che per ora rimane sullo sfondo.