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Come la Francia 86 anni fa aveva più carri armati della Germania ma perse, senza una dottrina chiara su robot e droni gli Usa rischiano la stessa fine nelle future guerre

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Come la Francia 86 anni fa aveva più carri armati della Germania ma perse, senza una dottrina chiara su robot e droni gli Usa rischiano la stessa fine nelle future guerre

Cos’è successo

Il tenente colonnello Richard Brennan, stratega dell’US Army (FA59), ha pubblicato una ricerca in cui lancia un allarme chiaro: se gli Stati Uniti continueranno a trattare i sistemi autonomi e robotici come semplici “enablers” o supplementi alle forze tradizionali, rischiano di subire una “robotic blitzkrieg” da parte di avversari (Russia, Cina o altri) che invece li integreranno come elemento centrale delle operazioni.

Brennan paragona la situazione attuale alla Francia degli anni ’30: Parigi aveva più carri armati e tecnologia della Germania, ma li usava in modo disperso e difensivo, mentre i tedeschi inventarono il Blitzkrieg integrando mezzi corazzati, artiglieria, aria e manovra rapida. Oggi droni, robot di terra e sistemi autonomi stanno rivoluzionando la guerra esattamente come fecero i carri a Cambrai nel 1917 e nel 1940. L’US Army sta investendo in robotica, ma in modo frammentato e senza una dottrina unificata che li metta al centro delle formazioni corazzate e delle manovre.

Perché conta

Questo avvertimento evidenzia come la prossima grande rivoluzione militare deve essere dottrinale, prima che tecnologica. Chi per primo riuscirà a integrare migliaia di droni killer, robot di terra e piattaforme autonome in manovre combinate otterrà un vantaggio decisivo simile a quello della Wehrmacht nel 1940;

  • C'è da aspettarsi maggiore sforzo da parte degli Stati Uniti e i loro alleati verso gli aspetti non-tecnologici della guerra: addestramento, esercitazioni, analisi e dottrina per rivedere come si combatte. Altrimenti, si rischi l'inferiorità numerica e di velocità su un campo di battaglia saturo di sistemi low-cost autonomi (come già visto in Ucraina);
  • Questa ricerca evidenzia il pericolo di “innovazione incrementale” invece di una vera trasformazione: trattare i robot come supporto invece che come forza principale porta a sconfitta contro chi invece li usa per saturare le difese e restaurare la manovra.

Adesso

  • Lo US Army dovrà accelerare lo sviluppo di una dottrina “Forward Line of Robots” e integrare pienamente RAS (Robotic and Autonomous Systems) nelle formazioni corazzate, superando le attuali ridondanze tra programmi dei vari servizi. Sforzi simili saranno realisticamente richiesti alle forze armate dei Paesi alleati, in particolare in Europa e Medio Oriente;
    . Nei prossimi 12-24 mesi saranno decisive le esercitazioni congiunte e i wargame (tipo Unified Quest) per testare formazioni miste uomo-macchina su larga scala, con enfasi su swarm di droni lanciati da piattaforme mobili e protetti da EW;
  • Un aspetto non trasclurabile riguarda la base tecnologica e industriale: rivedendo la dottrina, sarà necessario ripensare le caratteristiche tecniche e tecnologiche dei mezzi militari impiegati che, di conseguenza, richiederanno un'industria in grado di avere accesso a componenti e produrre le piattaforme finali.

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