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Clima e rincari di energia e trasporti tagliano fino al 40% le rese, la quarta gamma italiana ha meno verdura da lavorare

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Clima e rincari di energia e trasporti tagliano fino al 40% le rese, la quarta gamma italiana ha meno verdura da lavorare

Cos’è successo

I fenomeni meteorologici estremi legati all'emergenza climatica in corso e il rincaro dei costi produttivi, gasolio, energia elettrica, trasporti, legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz e alla crisi geopolitica internazionale, stanno mettendo sotto pressione la filiera della quarta gamma, i prodotti ortofrutticoli freschi, confezionati e pronti al consumo come le insalate già lavate. Le persistenti temperature oltre la media stagionale hanno condizionato semine, trapianti e cicli colturali, compromettendo le rese. Confagricoltura conferma i dati di Unione Italiana Food, che segnalano una riduzione dei volumi agricoli con un calo della disponibilità di prodotto fino al 40% e un aumento degli scarti per il mancato raggiungimento degli standard qualitativi fino al 20%.

A complicare ulteriormente il quadro, secondo Confagricoltura, è la disponibilità limitata di prodotti fitosanitari per la difesa delle colture, che costringe le imprese agricole a ricorrere a soluzioni onerose e, in alcuni casi, a periodi di fermo dei terreni. A questi vincoli si sommano le misure di adeguamento degli imballaggi per ragioni ambientali, componendo un quadro di costi sempre maggiori a carico dei soli produttori agricoli, mentre l'Italia resta leader in Europa nel settore, con un fatturato che nel 2025 si mantiene stabilmente oltre il miliardo di euro e un indice di penetrazione tra le famiglie italiane che supera l'80%.

Perché conta

Dietro la busta d'insalata pronta all'uso si nasconde una distribuzione del valore che secondo Confagricoltura penalizza proprio chi coltiva la materia prima.

  • Il prodotto agricolo vale meno di imballaggio e trasporto nel prezzo finale: "Quando si acquista una busta di insalata già lavata al supermercato, è bene sapere che il contenuto, ossia ciò che mangiamo, è l'elemento a cui viene attribuito il valore inferiore. Nella composizione del prezzo, tutto il resto (imballaggio, trasporto) ha inciso di più", ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti;
  • La scarsità di strumenti di difesa delle colture rilancia il tema delle nuove tecniche genomiche: secondo Confagricoltura, la situazione rende evidente la necessità di introdurre le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA/NGT), strumenti che permetterebbero di sviluppare varietà più resistenti a siccità e stress climatici, riducendo la dipendenza da fitosanitari sempre più difficili da reperire;
  • Il rischio non è più solo di scarsità ma di sostenibilità economica della produzione: oltre ai rischi crescenti legati alla disponibilità di materia prima per ragioni meteorologiche, secondo la Confederazione si sta consolidando anche un problema strutturale di insostenibilità economica per chi coltiva, con costi in aumento su più fronti e margini sempre più compressi.

Adesso

  • Confagricoltura chiede un patto strutturale con la grande distribuzione: la Confederazione chiarisce che la continuità della materia prima dipenderà da un accordo con la GDO, con produttori agricoli e distribuzione chiamati a lavorare come partner, programmando insieme gli approvvigionamenti e condividendo i costi necessari ad affrontare i rischi climatici;
  • Giansanti indica la programmazione condivisa come condizione per restare sugli scaffali: "per garantire la quarta gamma sugli scaffali, dobbiamo costruire insieme le condizioni perché il prodotto possa essere coltivato", ha concluso il presidente, un appello diretto affinché GDO e agricoltori superino la logica del solo rapporto commerciale;
  • Il settore resta strategico per il sistema agroalimentare italiano: con un fatturato sopra il miliardo di euro e una penetrazione superiore all'80% tra le famiglie, la tenuta della quarta gamma non riguarda solo i produttori diretti ma un intero comparto che si è affermato come presenza stabile nella spesa quotidiana degli italiani, rendendo la sua fragilità un tema di interesse più ampio per l'intera filiera ortofrutticola nazionale.

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