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Cleantech: la finestra europea è ora
Cosa è successo?
Secondo McKinsey, entro il 2035 gli investimenti globali annui in tecnologie cleantech possono arrivare a circa 5.000 miliardi di euro, con il 50% concentrato su mobilità elettrica, seguita da reti elettriche e storage, rinnovabili e materiali a basse emissioni. In Europa, le attività localizzate nel perimetro UE potrebbero valere 1.000 miliardi di euro l’anno e sostenere circa 4 milioni di posti di lavoro. Tuttavia, solo il 5% del valore è oggi “protetto” da barriere industriali o regolatorie, mentre oltre il 70% è contendibile a livello globale.
Perché è importante?
La competizione è già in atto e non teorica. Nelle batterie e nei veicoli elettrici, i produttori cinesi hanno costi inferiori del 20–30% e cicli di sviluppo più rapidi. Il rischio per l’Europa non è perdere l’innovazione di base, ma non riuscire a scalare. Il vero valore si sposta dalla R&D alla fase di industrializzazione e commercializzazione, dove contano velocità, supply chain integrate e accesso a capitale paziente.
E adesso?
Per restare competitiva, l’Europa deve agire su tre leve concrete: ridurre tempi autorizzativi, abbassare i costi industriali (energia, reti, capitali) e accelerare lo scale-up con impianti grandi e standardizzati. La finestra è questa decade: chi costruisce capacità ora, cattura il mercato.