Policy NewsTRANSIZIONE ENERGETICA
CBAM: l’UE stringe le maglie e amplia il perimetro dal 2028
Cosa è successo?
La Commissione europea ha proposto un pacchetto di misure per rafforzare l’efficacia del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), rispondendo ai riscontri di imprese e portatori di interessi. Il punto più rilevante è l’estensione dell’ambito di applicazione dal 1º gennaio 2028 a determinati prodotti a valle ad alta intensità di acciaio e alluminio, colmando una delle principali lacune del sistema. In parallelo, la Commissione introduce misure anti-elusione per evitare pratiche di aggiramento e rafforzare l’impatto climatico del CBAM, affiancandole a attività di sensibilizzazione e assistenza tecnica verso i partner extra-UE.
Perché è importante?
Il CBAM è una leva strutturale della strategia climatica europea: mentre l’EU Emissions Trading System (ETS) assegna un prezzo alle emissioni all’interno dell’Unione, il CBAM estende il prezzo del carbonio alle importazioni, riducendo il rischio di carbon leakage e proteggendo la competitività dell’industria europea. L’ampliamento ai prodotti a valle è cruciale perché intercetta catene del valore più complesse, dove finora il segnale di prezzo poteva essere diluito. Inoltre, il calendario è chiaro: dopo la fase transitoria avviata nell’ottobre 2023, l’adeguamento finanziario entra progressivamente in vigore dal 1º gennaio 2026 e procede in parallelo all’eliminazione graduale delle assegnazioni gratuite dell’ETS fino al 2034. Il messaggio ai mercati è di prevedibilità regolatoria, non di shock improvviso.
E adesso?
Con queste modifiche, il CBAM passa da strumento difensivo a meccanismo attivo di decarbonizzazione globale. Per le imprese UE ed extra-UE significa prepararsi a catene di fornitura più trasparenti, tracciabilità delle emissioni e adeguamenti di prodotto, soprattutto nei settori acciaio-alluminio e nei loro derivati. Per l’Unione, la sfida sarà applicare in modo credibile le misure anti-elusione e accompagnare i partner con assistenza tecnica, evitando frizioni commerciali e mantenendo l’allineamento con gli impegni internazionali. Se l’implementazione reggerà, il CBAM diventerà uno dei pilastri operativi della transizione europea verso la neutralità climatica al 2050.