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Bilancio UE: il Parlamento apre alla tassa sulle piattaforme digitali
Cosa è successo?
I relatori del Parlamento europeo sul Quadro finanziario pluriennale 2028–2034, Siegfried Mureșan (PPE) e Carla Tavares (S&D), hanno proposto l’introduzione di una tassa sui servizi digitali rivolta alle grandi piattaforme, come opzione di riserva per garantire entrate adeguate al bilancio UE (Public Policy Bytes). La misura entrerebbe in gioco se il Consiglio bocciasse alcune nuove risorse proprie proposte dalla Commissione. L’Esecutivo stima 58,2 mld € di nuove entrate (ETS, CBAM, RAEE, tabacco, tassa imprese “CORE”, aggiustamenti), ma diversi Stati membri hanno criticato soprattutto la tassa sulle imprese e quella sul tabacco. I relatori chiedono di colmare eventuali vuoti aumentando altre aliquote o introducendo una nuova fonte. La relazione propone inoltre di ripagare i prestiti NGEU fuori dal bilancio, liberando circa il 10% di risorse.
Perché è importante?
La proposta riapre il dossier fiscalità digitale UE, puntando a equità fiscale senza penalizzare le PMI, e rafforza la capacità finanziaria europea in un contesto di vincoli politici.
E adesso?
Emendamenti entro 29 gennaio, voto in commissione ad aprile e in plenaria a maggio. Il confronto con il Consiglio sarà decisivo.