News & BusinessCAMBIAMENTO DEMOGRAFICO
Bevande zuccherate: una minaccia demografica che cresce con l’accessibilità
Cosa è successo?
Il Global report on the use of sugar-sweetened beverage (SSB) taxes 2025 della World Health Organization evidenzia una dinamica demografica preoccupante: tra il 2013 e il 2024 il consumo globale di soft drink (acque escluse) è aumentato di circa +14%, con l’affordability in crescita soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Il rapporto identifica esplicitamente bambini, adolescenti e giovani adulti come i gruppi più esposti, perché dispongono di redditi più bassi e sono quindi più sensibili al prezzo. Paradossalmente, proprio nei Paesi a basso reddito la copertura normativa è elevata (95% applica una qualche accisa sulle SSB), ma l’intensità fiscale è troppo debole per avere un reale effetto protettivo.
Perché è importante?
Questa combinazione (popolazioni giovani in rapida crescita, prezzi relativamente bassi e tasse poco incisive) crea un moltiplicatore demografico del rischio sanitario. L’aumento dell’accessibilità oggi si traduce in maggiori consumi tra i giovani, che domani significa più obesità, diabete e NCD lungo l’intero ciclo di vita. Nei Paesi ad alto reddito il problema riguarda soprattutto le famiglie a basso reddito; nei Paesi a medio-basso reddito, invece, coinvolge intere coorti giovanili, ponendo le basi per una pressione strutturale futura sui sistemi sanitari.
E adesso?
Se le tasse sulle bevande zuccherate restano basse e mal progettate, la demografia lavorerà contro la salute pubblica. Rafforzare l’impatto richiede accise più elevate, indicizzate all’inflazione e mirate al contenuto di zucchero, così da ridurre l’accessibilità proprio per i gruppi più sensibili al prezzo. In assenza di questo salto di qualità, l’attuale vantaggio demografico di molti Paesi rischia di trasformarsi in un debito sanitario di lungo periodo, con costi economici e sociali difficili da assorbire.