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Autonomia differenziata, via libera del CdM alle intese preliminari con quattro Regioni
Cosa è successo?
Il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi di intese preliminari per l’attuazione dell’autonomia differenziata con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto, segnando un passaggio istituzionale rilevante nell’applicazione della legge 86/2024. Le intese riguardano l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in ambiti chiave come tutela della salute, coordinamento della finanza pubblica, protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa. Alla riunione del CdM hanno partecipato anche i presidenti delle quattro Regioni interessate, evidenziando un coordinamento politico e amministrativo tra governo centrale e territori coinvolti. Si tratta del primo passaggio ufficiale verso l’attuazione concreta del regionalismo differenziato, dopo anni di dibattito politico e istituzionale.
Perché è importante?
L’approvazione degli schemi preliminari segna l’avvio operativo di una riforma destinata a incidere sulla distribuzione delle competenze tra Stato e Regioni e sul funzionamento dei servizi pubblici. In particolare, le materie coinvolte hanno un forte impatto su spesa pubblica, governance sanitaria e organizzazione del welfare territoriale, con potenziali effetti su equità, efficienza e sostenibilità finanziaria del sistema.
E adesso?
Il percorso proseguirà con la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e con la negoziazione dei contenuti definitivi delle intese, passaggi cruciali per evitare divari territoriali e garantire sostenibilità fiscale. L’evoluzione dell’autonomia differenziata sarà quindi uno dei principali banchi di prova per il nuovo equilibrio tra decentramento, coesione e responsabilità finanziaria nel sistema istituzionale italiano.