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Antitrust europeo, Bruxelles apre alle grandi fusioni in nome della competitività globale: cresce il timore di nuovi monopoli

Cosa è successo
La Commissione europea ha pubblicato il 30 aprile una bozza di 98 pagine che riscrive per la prima volta in oltre vent'anni le linee guida sul controllo delle fusioni, con consultazione aperta fino al 26 giugno e adozione prevista entro la fine dell'anno.
Perché è importante
Il punto vero è politico: Bruxelles sta ribilanciando vent'anni di ortodossia antitrust per assecondare le richieste di Parigi e Berlino di lasciare nascere "campioni europei" capaci di competere con Stati Uniti e Cina.
- Il testo introduce un meccanismo battezzato "innovation shield" che presume innocue molte acquisizioni di startup e R&D, e codifica per la prima volta sicurezza degli approvvigionamenti e investimenti di lungo termine come parametri concorrenziali.
- La bozza nasce dal rapporto Draghi del settembre 2024, che ha indicato nelle regole antitrust uno dei freni alla competitività europea, e dalla "Competitiveness Compass" presentata da Ursula von der Leyen all'inizio del 2025.
E adesso?
- Il primo scenario prevede un'adozione senza grandi modifiche. La Commissione ha lavorato per quasi un anno alla bozza e l'adozione finale arriverà a fine 2026 con aggiustamenti tecnici. L'innovation shield resterà nel testo perché è il compromesso politico che permette di accontentare i campioni industriali franco-tedeschi senza spalancare le porte agli americani.
- Un altro scenario prevede un'applicazione del testo che però diventa terreno di scontro caso per caso. Le nuove categorie (resilienza, sicurezza, investimento di lungo termine) sono abbastanza vaghe da permettere alle parti di costruire narrative diverse sullo stesso deal. Il risultato è un sistema più lento e meno prevedibile, con grandi gruppi che usano l'argomento "campione europeo" come leva negoziale e Commissione costretta a difendere ogni decisione in tribunale.
C'è da fidarsi? Il vero spartiacque sarà nei primi 3-5 casi che la Commissione applicherà nel 2027: lì si capirà se "campione europeo" significa davvero un'impresa più innovativa o soltanto un monopolista più grande con un passaporto comunitario.