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Anthropic, il Pentagono, e il software che diventa infrastruttura (in assenza di regole)

5 min di lettura

Cosa è successo

Facciamo ordine. Nella sua minaccia originale, il segretario del Dipartimento della Guerra americano Pete Hegseth ha asserito che "nessun contractor, fornitore o partner che faccia affari con il Pentagono può condurre alcuna attività commerciale" con Anthropic.
Più osservatori hanno fatto notare che ciò va ben oltre quanto le basi giuridiche a sua disposizione verosimilmente consentono.
La Supply Chain Risk Authority e il FASCSA hanno requisiti specifici (minacce di sabotaggio, sovversione da parte di avversari), e non impediscono in principio ad un’azienda designata come “rischiosa” di fare affari con altre aziende americane tout court, ma solo per ciò che concerne le operazioni di queste ultime con la supply chain del governo.
Diversi esperti di diritto dei contratti pubblici, infatti, ritengono che in caso di contestazione legale il Pentagono perderebbe. Anthropic ha già annunciato che impugnerà la designazione in tribunale.
Nella settimana dopo la rotta, tuttavia, l’ecosistema fittamente intrecciato tra Anthropic e il Pentagono si sta muovendo su due binari divergenti.
Da un lato, l'industria tech ha iniziato a farsi sentire: l'Information Technology Industry Council — di cui fanno parte Amazon, Nvidia, Apple e anche OpenAI — ha inviato una lettera a Hegseth esprimendo preoccupazione per la designazione di supply-chain risk in risposta ad una disputa contrattuale.
Altre quattro associazioni di settore (SIIA, TechNet, CCIA, BSA) hanno scritto direttamente a Trump, avvertendo che trattare un'azienda americana come un avversario straniero avrà un effetto paralizzante sull'innovazione e rafforzerà la Cina.
Nessuna delle due lettere nomina espressamente Anthropic (il che, di per sé, la dice già lunga sul clima).
Dietro le quinte, alcuni investitori (Lightspeed, Iconiq, Amazon tramite il CEO Jassy) lavorano per la de-escalation; OpenAI, dal canto suo, sta attivamente cercando di far rimuovere la designazione, con Connie LaRossa (national security policy) che ha dichiarato pubblicamente che le red line di OpenAI erano le stesse di Anthropic.
Dall'altro lato, alcuni fatti sul terreno si muovono nella direzione opposta. Lockheed Martin ha annunciato che si adeguerà alle direttive del Pentagono, pur precisando di non dipendere da alcun singolo fornitore AI, e diverse agenzie federali hanno iniziato la transizione, con il Dipartimento di Stato che è passato ad OpenAI.
Nel frattempo, il Washington Post ha rivelato che Claude — integrato tramite il Maven Smart System di Palantir — è stato impiegato nella campagna militare in Iran per suggerire centinaia di obiettivi, fornire coordinate precise e prioritizzare i target nelle prime 24 ore di attacchi. È la prima volta che la tecnologia viene usata in operazioni di guerra su larga scala, con oltre 20.000 militari che utilizzano Maven quotidianamente.
Secondo fonti del WaPo, i comandanti sono talmente dipendenti dal sistema che, se Amodei ordinasse la cessazione dell'uso, l'amministrazione ricorrerebbe ai poteri governativi per trattenere la tecnologia fino alla sostituzione.

Perché è importante

La designazione di supply-chain risk è uno strumento pensato per entità controllate da governi avversari, non per dispute contrattuali con aziende americane. Il suo utilizzo in questo contesto è inedito, e la base legale traballante. Ma la fragilità giuridica non ne cancella l'efficacia politica: un contractor con miliardi di dollari in contratti governativi ha pochissimi incentivi a sfidare apertamente l'amministrazione, anche quando la legge è dalla sua parte. Lockheed ne è l'esempio; e il precedente del DEI, quando i contractor hanno rimosso in poche settimane ogni riferimento alle iniziative di diversità dopo un ordine esecutivo di Trump, mostra un pattern consolidato di conformità preventiva.
Detto ciò, non c’è stata un'emorragia incontrollata. Il mercato non è andato nel panico, la maggior parte dei contractor non ha fatto annunci e l'industria sta visibilmente aspettando di capire come si evolve la situazione.
Il motivo è che la de-escalation conviene a tutti, Pentagono incluso.
Claude è integrato nelle operazioni militari a un livello che rende la sostituzione tutt'altro che banale, e il caso Maven in Iran lo dimostra nel modo più plastico possibile: che beneficio può avere bannare il tool che ti sta generando i target in tempo reale?
Se l'obiettivo dichiarato dell'amministrazione Trump è vincere la corsa all'AI — cosa sbandierata a più riprese — affossare una delle aziende americane di punta è una contraddizione strategica, oltre che un’autorete clamorosa.
Il paradosso è strutturale perché non è (più) un fornitore software intercambiabile. Claude è un pezzo nevralgico di un’infrastruttura critica integrata in operazioni militari, intelligence, logistica — e il framework giuridico e contrattuale attraverso cui il governo gestisce i suoi fornitori non è stato pensato per questa realtà.

E adesso?

La designazione formale non è ancora arrivata. Trump starebbe valutando anche il ricorso al Defense Production Act per obbligare Anthropic alla cooperazione — un'opzione meno distruttiva del supply-chain risk, ma con implicazioni proprie. Le lettere dell'industria sono un segnale di pressione, ma calibrato: nessuna nomina Anthropic, nessuno si è esposto troppo. Amodei, parlando con gli investitori martedì, ha detto che Anthropic continuerà a cercare una soluzione con il DoW. Alcuni investitori, riporta Reuters, sono frustrati dal suo approccio — ma riconoscono anche che una capitolazione alienerebbe dipendenti e consumatori, le due constituency che in questo momento stanno alimentando la crescita.

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