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AI e ricerca: acceleratore di produttività, ma leadership digitale a rischio per l’Europa
Cosa è successo?
Il rapporto Science, Research and Innovation Performance of the EU 2024 della Commissione europea mostra che l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica sta crescendo rapidamente e aumenta la produttività in tutte le discipline. Sul piano globale, la Cina guida per numero di pubblicazioni scientifiche legate all’AI, seguita dall’UE e dagli Stati Uniti; tuttavia, i tassi di crescita indicano che il divario UE–Cina si sta ampliando, non riducendo. L’Europa mantiene una posizione di forza nelle tecnologie verdi, ma resta in ritardo nei domini digitali chiave (AI, Internet of Things e infrastrutture digitali avanzate) proprio mentre l’AI si diffonde come strumento trasversale alla ricerca. La diffusione solleva anche questioni di etica, lavoro, trasparenza e privacy che richiedono interventi di policy.
Perché è importante?
L’AI sta diventando una infrastruttura generale della scienza, capace di accelerare scoperta, simulazione e analisi. Il rischio europeo non è l’uso improprio, ma il sotto-dimensionamento: investimenti insufficienti e lentezza di scala consentono ad altri attori di catturare per primi i guadagni di produttività e di imporre standard tecnologici e di mercato. Questo indebolisce la valorizzazione della conoscenza e, a cascata, la competitività industriale e la crescita di lungo periodo.
E adesso?
Un approccio human-centric è necessario ma non sufficiente senza capacità, scala e velocità. Servono investimenti coordinati in calcolo, dati e infrastrutture digitali, una rapida diffusione dell’AI nei sistemi di ricerca e meccanismi che trasformino produttività scientifica in applicazioni industriali. Senza un salto di scala, l’UE rischia di restare eticamente avanzata ma tecnologicamente follower, perdendo il vantaggio competitivo che l’AI può offrire alla scienza e all’economia.