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Age verification: UE, Australia e Regno Unito verso un coordinamento regolatorio sui minori online
Cosa è successo?
La Commissione europea, l’eSafety Commissioner e Ofcom si sono incontrate per confrontarsi sull’attuazione delle misure australiane che limitano l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. L’autorità australiana ha presentato i primi risultati delle restrizioni entrate in vigore a dicembre: le piattaforme hanno già disabilitato circa 4,7 milioni di account riconducibili a utenti under 16. UE e Regno Unito hanno condiviso lo stato dei rispettivi lavori su verifica dell’età e tutela dei minori online, sia sul piano normativo sia sul fronte delle iniziative di policy in corso.
Perché è importante?
Il confronto segna un passaggio dalla sperimentazione nazionale a una convergenza regolatoria tra grandi giurisdizioni. L’esperienza australiana fornisce evidenze operative (volumi di enforcement, impatti sulle piattaforme) che rafforzano l’idea di obblighi ex ante per i fornitori di servizi digitali. Per le piattaforme globali, ciò implica costi di compliance crescenti, standard tecnici più stringenti e una maggiore esposizione a sanzioni se i sistemi di age verification risultano inefficaci.
E adesso?
Nel corso del 2026, i tre regolatori proseguiranno il dialogo su: soluzioni tecnologiche di verifica dell’età, estensione delle regole a piattaforme per adulti e altri servizi, accesso ai dati e ricerca indipendente a supporto dell’enforcement. L’obiettivo è costruire standard interoperabili che rendano la protezione dei minori una condizione strutturale del mercato digitale.