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A Vienna ex funzionari europei e russi si sono incontrati per costruire la pace in Ucraina dopo 4 anni di guerra

Cos’è successo
Ex alti funzionari di Regno Unito, Francia, Germania e Russia si sono incontrati a Vienna il mese scorso per esplorare potenziali condizioni per negoziati di pace volti a porre fine alla guerra di Mosca contro l'Ucraina, secondo quanto riporta Bloomberg. All'incontro hanno partecipato l'ex consigliere per la sicurezza nazionale britannico Tim Barrow, l'ex segretario di Stato tedesco Markus Ederer e il navigato diplomatico francese Pierre Vimont, mentre l'identità dell'ex funzionario del Cremlino presente non è stata rivelata. L'incontro si è svolto su iniziativa del Centre for Humanitarian Dialogue (HD), un think tank con sede in Svizzera specializzato in mediazione dei conflitti discreta e indipendente, di cui sia Ederer sia Vimont fanno parte del consiglio direttivo.
Non è l'unico contatto informale registrato nelle ultime settimane: il presidente azero Ilham Aliyev ha dichiarato che ex funzionari tedeschi e russi si sono incontrati a luglio anche a Baku per discutere di come porre fine alla guerra. Si tratta del tipo di diplomazia informale nota come "track two", incontri privati senza mandato ufficiale che operano a livello di esperti nella speranza che le idee scambiate possano poi confluire nei canali governativi. Le tre maggiori potenze europee, riunite nel formato E3, lavorano da tempo con l'Ucraina per stabilire un contatto diretto con il Cremlino, e un alto consigliere del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha contattato Mosca all'inizio dell'anno nel tentativo di aprire un canale riservato con Putin, canale che finora non ha prodotto alcun progresso.
Perché conta
Dietro questi tentativi diplomatici resta però un'incognita di fondo: se Putin sia davvero disposto a negoziare con leader europei che accusa ripetutamente di aiutare gli attacchi ucraini sul territorio russo.
- Mosca considera gli Stati Uniti l'unico interlocutore che conta davvero: la Russia guarda a Washington come al principale referente per assicurarsi un accordo che soddisfi le proprie richieste sull'Ucraina, ora che la guerra è entrata nel suo quinto anno, relegando il ruolo degli europei a un piano secondario nella strategia negoziale del Cremlino;
- Le richieste territoriali di Putin restano il principale ostacolo: il leader russo pretende che l'Ucraina ceda il resto della regione orientale di Donetsk, territorio che le truppe russe non sono riuscite a conquistare sul campo dal 2014 a oggi, una richiesta che Kiev respinge categoricamente;
- I negoziati guidati dagli Stati Uniti restano fermi da mesi: i colloqui tra Russia e Ucraina promossi da Washington si sono arenati da febbraio, mentre l'amministrazione Trump si è concentrata sulla guerra con l'Iran; Putin ha inoltre respinto a giugno un invito diretto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per un incontro faccia a faccia.
Adesso
- Trump e Zelensky hanno discusso come rilanciare i negoziati: i due leader si sono incontrati alla Casa Bianca la settimana scorsa per discutere come ridare slancio ai colloqui di pace, ma Trump non ha dato alcuna indicazione immediata di voler aumentare la pressione su Mosca affinché si sieda al tavolo delle trattative;
- Gli inviati americani potrebbero recarsi a Kiev a breve: i principali negoziatori di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, potrebbero visitare la capitale ucraina nel prossimo futuro, un possibile segnale di ripresa dell'iniziativa diplomatica statunitense;
- Alcuni funzionari occidentali contestano l'utilità stessa di negoziare ora: con la Russia che ha intensificato negli ultimi tempi gli attacchi con droni e missili contro le città ucraine, diversi funzionari occidentali, inclusi alcuni dei Paesi E3, criticano i tentativi di negoziare con il Cremlino in questo momento, sostenendo che Putin non ha mostrato alcun segnale di voler davvero porre fine alla guerra, e che gli alleati di Kiev dovrebbero invece concentrarsi sul fornire all'Ucraina le armi necessarie per difendersi, aumentando al tempo stesso la pressione su Mosca.