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8 big dell'AI nelle reti classificate del Pentagono: Anthropic esclusa arruola l'ex capo del think tank strategico Usa

Cos’è successo
Nei giorni scorsi, due movimenti paralleli ma opposti hanno riguardato il Pentagono e Big Tech. Da una parte, James Baker, che ha guidato l'Occice of Net Assessment del Pentagono dal 2015 al 2025 (prima della chiusura temporanea decisa da Trump), è stato assunto da Anthropic come Strategist-in-Residence dove si occuperà di analizzare l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle istituzioni americane e sulla competizione strategica con la Cina.
Nel suo primo commento ha definito l’adattamento all’AI una sfida “civilizzazionale”, sottolineando la necessità di un “finestra temporale stretta” per gli Stati Uniti e mettendo in guardia sui rischi posti dall'IA. Dall'altra parte, il Dipartimento della Difesa ha autorizzato otto grandi aziende AI — Amazon Web Services, Google, Microsoft, NVIDIA, OpenAI, Reflection, Oracle e SpaceX — a fornire i loro strumenti su reti classificate di livello Impact Level 6 e 7. L’obiettivo è accelerare l’analisi dei dati, migliorare il processo decisionale militare e aumentare La mossa è stata presentata come essenziale per mantenere la leadership americana nell’AI, in linea con le direttive del presidente Trump e del segretario alla Difesa Pete Hegseth. È significativo che Anthropic sia stata esclusa dall’elenco: l’azienda è ancora al centro di tensioni con il Pentagono dopo aver rifiutato di supportare armi autonome e sorveglianza di massa sui cittadini americani, tanto da essere stata temporaneamente designata come “rischio della catena di approvvigionamento”.
Perché conta
Queste due notizie parallele fotografano un momento di profonda trasformazione nel rapporto tra Pentagono, industria AI e think tank strategici.
- Da un lato l’amministrazione Trump sta ridisegnando l’ecosistema della difesa privilegiando aziende allineate e accelerando l’integrazione dell’AI nelle reti classificate; dall’altro talenti di altissimo livello come Baker migrano verso il settore privato, dove possono lavorare con maggiore libertà su temi di lungo periodo che il governo attuale sembra considerare meno prioritari;
- Si consolida una chiara divisione tra “AI amichevoli” (quelle disposte a collaborare su quasi ogni applicazione militare) e quelle più caute su principi etici e di sicurezza, con il rischio concreto di vendor lock-in su pochi grandi player.
- L’uscita di figure come Baker dall’amministrazione rafforza il trasferimento di know-how strategico verso l’industria, accelerando probabilmente lo sviluppo di analisi indipendenti sui rischi esistenziali dell’AI, ma riducendo al contempo la capacità previsiva interna del Pentagono.
Adesso
- Il Pentagono continuerà a espandere l’uso di GenAI.mil (la sua piattaforma per la gestione dell'IA) nei prossimi mesi, mentre si attende di capire se e come Anthropic potrà rientrare nei contratti federali dopo l’intervento giudiziario che ha bloccato parte delle restrizioni;
- L'arrivo di Baker proietta Anthropic come interlocutore credibile anche per gli alleati europei, in cerca di un riferimento sull'AI alternativo ai fornitori vicini all'amministrazione Trump;
- L’arrivo di Baker in Anthropic potrebbe portare a nuovi report pubblici di alto livello sull’impatto sistemico dell’AI, influenzando il dibattito sia negli USA che tra gli alleati europei sulla regolamentazione e sull’uso militare dell’intelligenza artificiale.