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576 mld l'anno di cura non retribuita e 39 mld di ore sulle donne: il Parlamento Ue prepara la direttiva caregiver per il 2027

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576 mld l'anno di cura non retribuita e 39 mld di ore sulle donne: il Parlamento Ue prepara la direttiva caregiver per il 2027

Cos’è successo

Il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione "Verso una società della cura: affrontare il gender care gap", il divario tra uomini e donne nel lavoro di cura non retribuito. Il documento, approvato dalle commissioni EMPL e FEMM, fotografa una distorsione: le donne europee dedicano al lavoro di cura informale – figli, anziani, disabili – un numero di ore enormemente superiore agli uomini, con ricadute dirette sulla partecipazione al mercato del lavoro, sui salari e sulle pensioni.

Il valore economico del lavoro di cura informale in Europa ammonta a 576 miliardi di euro annui, ovvero il 3,63% del PIL Ue, ma resta invisibile nelle statistiche economiche e nei sistemi di protezione sociale. Le retribuzioni nel settore della cura formale sono il 21% sotto la media Ue.

Perché conta

Il gender care gap non è una questione di parità simbolica: è una distorsione economica che riduce la produttività, aggrava la crisi demografica e pesa in modo sproporzionato sulle aree rurali.

  • Nell'Ue 39 miliardi di ore annue di cura informale ricadono sulle donne. Tra gli over 65, l'8%, oltre 7 milioni riceve cura informale, quota che sale all'11% tra gli over 75. Con l'invecchiamento demografico, la domanda crescerà mentre l'offerta di caregivers si riduce: meno giovani, più anziani, peso quasi interamente sulle donne in età lavorativa;
  • In agricoltura il fenomeno è amplificato. Le donne sono il 35% della forza lavoro agricola europea ma svolgono simultaneamente una quota sproporzionata di cura familiare non retribuita, doppia invisibilità che le esclude dalla titolarità delle aziende e dai diritti previdenziali. Le aree rurali sono citate come zone con carenza strutturale di servizi di cura, che scoraggiano la permanenza femminile e aggravano lo spopolamento;
  • Il settore della cura formale e quello agricolo competono per gli stessi profili in contesti rurali sotto pressione demografica. Salari adeguati e portabilità dei diritti previdenziali per i lavoratori della cura avrebbero ricadute dirette sulla tenuta del tessuto produttivo agricolo nelle aree interne.

Adesso

  • La Commissione dovrà tradurre la risoluzione in legislazione entro il 2027 con una direttiva europea sui caregiver, oggi assenti da qualsiasi quadro normativo vincolante. Per l'Italia, con partecipazione femminile al lavoro al 56% tra le più basse in Ue, è l'occasione per costruire un welfare rurale che oggi non esiste;
  • I Fondi strutturali 2028-2034 sono la leva finanziaria. La risoluzione chiede che i fondi di coesione includano investimenti in infrastrutture di cura nelle aree rurali. Per le regioni del Sud, dove la carenza è più acuta, è la finestra per colmare un gap che deprime partecipazione femminile e produttività agricola;
  • Il nesso tra cura e sovranità alimentare resta sottovalutato. Un sistema agricolo che non trattiene le donne nelle aree rurali perde capitale umano e continuità aziendale. Cura accessibile e riconoscimento del lavoro familiare non retribuito sono gli strumenti che renderebbero sostenibile la permanenza delle donne nelle filiere agroalimentari italiane.

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