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50 CEO e investitori europei chiedono a Bruxelles di non indebolire il 28° regime, la proposta di legge per la società unica Ue

Cos’è successo
Cinquanta amministratori delegati e investitori europei hanno esortato i legislatori dell'Unione europea a non svuotare di contenuto la legge EU Inc, attualmente in negoziazione a Bruxelles, secondo una lettera congiunta inviata giovedì ai decisori politici. EU Inc è il progetto della Commissione europea per creare una forma societaria unica valida in tutta l'Unione, una sorta di "statuto d'impresa europeo" che permetterebbe a una startup o azienda di costituirsi e operare in tutti i 27 Stati membri senza dover affrontare 27 normative societarie diverse, ciascuna con propri requisiti su registrazione, governance, tassazione e tutele per i lavoratori. L'obiettivo dichiarato è rendere più economico e semplice per le imprese avviare l'attività e operare attraverso i confini europei; l'approvazione è attesa entro fine anno, ma le negoziazioni in corso a Bruxelles suggeriscono che la versione finale potrebbe restare al di sotto di quanto molti fondatori di startup avevano sperato.
Oggi le imprese europee faticano a crescere oltre il proprio mercato nazionale proprio a causa di questa frammentazione legislativa, che si traduce in burocrazia e costi amministrativi pesanti, una barriera concreta all'interno del mercato unico che EU Inc dovrebbe eliminare. Tra i firmatari della lettera figurano anche investitori di Index Ventures, Accel, Balderton, Atomico ed EQT, che chiedono ai decisori politici di scegliere "se EU Inc diventerà il motore economico dell'Europa o una struttura legale così indebolita che nessuno la userà".
Perché conta
I firmatari temono che il compromesso politico in corso rischi di privare lo strumento del suo scopo originario, quello di offrire alle imprese europee una vera alternativa unificata ai 27 sistemi nazionali, trasformandolo in un ulteriore livello burocratico invece che in una loro sostituzione.
- Il rischio è creare solo un ulteriore livello sopra i 27 sistemi nazionali: "I decisori politici devono assicurarsi che la legislazione finale offra una forma societaria genuinamente europea, invece di aggiungere un ulteriore livello sopra 27 sistemi nazionali", si legge nella lettera, un timore che riflette la storica difficoltà dell'UE a creare strumenti realmente unificati invece di sovrapposizioni normative;
- La platea di aziende ammissibili resta un nodo controverso: i firmatari sostengono che l'accesso a EU Inc non dovrebbe essere limitato alle sole startup "innovative", mentre i sostenitori di tali restrizioni ritengono che aprire lo schema a tutte le imprese rischi di sovraccaricare il sistema e comprometterne l'efficacia, un compromesso che determinerà la reale portata della riforma;
- Un registro europeo unico è la richiesta più tecnica ma cruciale: secondo i firmatari, "EU Inc ha bisogno di un unico registro europeo autorevole, non semplicemente di un'interfaccia sovrapposta a 27 sistemi nazionali", una misura che semplificherebbe drasticamente la consultazione dei dati societari per investitori e partner commerciali in tutta l'Unione.
Adesso
- Resta aperta la battaglia sulla libertà di scelta della sede legale: i firmatari chiedono di preservare la "libera scelta della sede sociale registrata", permettendo ai fondatori di scegliere dove collocare la sede della propria azienda senza essere costretti a concentrare lì tutte le operazioni, un principio che va contro alcune proposte di irrigidimento in discussione;
- La tassazione dei dipendenti azionisti è un altro punto di frizione: i firmatari chiedono che i dipendenti vengano tassati solo nel momento in cui detengono effettivamente azioni della società, e che la tutela del lavoro resti legata al luogo in cui i dipendenti lavorano concretamente, due richieste pensate per rendere più attraente l'assunzione di personale attraverso i confini UE;
- L'approvazione è attesa entro fine anno, ma il compromesso finale resta incerto: con la scadenza di fine 2026 che si avvicina, il testo che uscirà dal negoziato tra Consiglio e Parlamento determinerà se EU Inc diventerà davvero lo strumento di scala continentale invocato dagli investitori o una versione indebolita che, secondo gli stessi firmatari, rischierebbe di restare largamente inutilizzata.