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5% del Pil in difesa nei Paesi Ue o i contributi Usa si riducono, la Nato 3.0 in cui l'Europa si difende da sola

Cos’è successo
Alla ministeriale della NATO, il Segretario alla Guerra (leggi: Difesa) americano, Pete Hegseth, ha tenuto un discorso duro e chiaro sul futuro dell’Alleanza Atlantica, annunciando una revisione della postura e delle basi militari statunitensi in Europa. L’obiettivo dichiarato è accelerare la transizione verso una NATO 3.0: un’alleanza in cui l’Europa assume la responsabilità primaria della propria difesa convenzionale, mentre gli USA riducono il proprio impegno diretto.
Il discorso ha ribadito che la NATO è stata per troppo tempo una tigre di carta a senso unico, con gli alleati europei che non hanno fatto abbastanza. Partendo dalla NATO 1.0 (l'Europa in prima linea negli anni Cinquanta), Hegseth ha criticato la NATO 2.0 post-Guerra Fredda (fatta di operazioni “out of area” e demilitarizzazione) per arrivare al giorno d'oggi. Gli USA hanno già riportato i livelli di truppe in Europa a quelli pre-2022, ma ora vogliono fare un passo ulteriore: rendere l'Europa più autonoma militarmente. A tal proposito, Hegseth ha annunciato che i contributi annuali USA alla NATO saranno legati al rispetto degli obiettivi di spesa militare da parte degli alleati (il nuovo standard del 5% del PIL deciso al summit dell’Aja).
Perché conta
Si tratta del più esplicito e strutturato tentativo dell’amministrazione Trump di forzare un riequilibrio storico dell’Alleanza Atlantica, passando da un modello in cui gli Usa sostengono in larga parte la difesa europea a uno in cui l’Europa deve difendersi da sola (o quasi).
- Gli alleati europei che non raggiungeranno rapidamente il 5% vedranno ridursi i contributi americani e rischiano un ridimensionamento della presenza militare USA sul proprio territorio;
- Di fatto, gli Stati Uniti inseriscono all'interno della NATO un meccanismo simile a quello dell'UE e, in particolare, dell'Ecofin, per cui al mancato rispetto di criteri di bilancio seguono delle sanzioni. La differenza riguarda il tipo di sanzione: gli USA ridurranno la loro presenza militare.
Adesso
Nei prossimi sei mesi il Dipartimento della Guerra condurrà una revisione formale della postura e delle basi USA in Europa, con consultazioni tra il Pentagono, il Congresso e gli alleati. I risultati orienteranno i prossimi anni di presenza americana.
- Gli alleati sono chiamati a riempire i gap lasciati dalla riduzione del contributo USA al NATO Force Model -- il modello di forze che la NATO si è data nel 2022;
- Alcuni Paesi (soprattutto Polonia e Paesi Baltici) hanno già iniziato lavorare per riempire i possibili gap. Altri Paesi, tra cui Italia, Spagna e Gran Bretagna faranno più fatica per il mix di opposizione politica, limiti di bilancio ed entità dell'attuale contributo americano;
- Questa politica, se portata avanti con coerenza, potrebbe portare nel medio termine a un ridimensionamento significativo della presenza militare americana in Europa (soprattutto in Paesi che non spendono abbastanza), spingendo al contempo un forte riarmo europeo convenzionale.