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3 scenari dopo la sconfitta di Vučić in Serbia, dall'adesione all'Ue alle relazioni con la Russia di Putin

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3 scenari dopo la sconfitta di Vučić in Serbia, dall'adesione all'Ue alle relazioni con la Russia di Putin

Cos’è successo

Aleksandar Vučić, da anni uomo forte della Serbia, ha ammesso la sconfitta alle elezioni parlamentari anticipate contro il movimento di protesta guidato dagli studenti. "Non abbiamo ancora i risultati definitivi... ma è chiaro che abbiamo perso queste elezioni", ha detto il leader populista di destra nella tarda serata di domenica, 25 ottobre, dal quartier generale del suo Partito progressista serbo (Sns), nella capitale Belgrado.

Dopo la concessione sono esplosi i festeggiamenti: nelle strade di Belgrado e di Novi Sad la gente ha ballato, gridato "vittoria", acceso fuochi d'artificio, suonato i clacson. "Questo sarà uno Stato libero", ha dichiarato alla Bbc in serbo Ilija Srdanović, capolista della Lista studentesca.

Perché conta

  • Vučić aveva convocato il voto dopo due anni di proteste, innescate dal crollo della pensilina della stazione di Novi Sad che ha ucciso 16 persone e che è diventato il simbolo di corruzione e negligenza. Avendo già svolto due mandati da presidente, non poteva ricandidarsi e guidava l'Sns con l'obiettivo di tornare alla carica di primo ministro, che aveva lasciato nel 2017;
  • Secondo le cifre preliminari della commissione elettorale, l'affluenza è stata record: il 64,9% degli aventi diritto aveva votato alle 18 locali, due ore prima della chiusura dei seggi, con lunghe code anche nelle comunità serbe all'estero, da Lubiana a Monaco, da Los Angeles a Chicago;
  • La Lista studentesca, senza leader riconosciuti e con candidati scelti tra medici, attori, accademici e sportivi per i 250 seggi del Parlamento, ha fatto campagna su un programma che comprende l'allontanamento dei funzionari che hanno violato le regole nella repressione delle proteste, lo stop ai fedelissimi di partito alla guida delle imprese pubbliche e la liberazione della televisione pubblica dal controllo politico. Vučić e l'Sns hanno sempre negato accuse di corruzione.

Adesso

  • Scenario Ue, l'accelerazione: un governo guidato dagli studenti punta su riforme anticorruzione e libertà dei media, i temi più vicini ai criteri di adesione. Bruxelles potrebbe vedere un partner più credibile, ma i tempi dipenderanno dalla formazione del governo e da una maggioranza ancora da verificare, dato che il movimento non ha esperienza di governo;
  • Scenario Russia, lo strappo graduale: Vučić si diceva favorevole alla candidatura Ue ma rifiutava le sanzioni a Mosca. Un nuovo esecutivo potrebbe allinearsi alla politica estera comune, e per Putin sarebbe la perdita del suo interlocutore più comodo nei Balcani, o potrebbe mantenere una linea prudente per non esporsi su energia e opinione pubblica;
  • Scenario transatlantico, il riposizionamento: la Serbia non è membro della Nato. Con un cambio di governo Washington e gli alleati potrebbero offrire una cooperazione più stretta, ma un avvicinamento alla Nato resterebbe un tema divisivo in un Paese segnato dai bombardamenti del 1999. Il test sarà se Belgrado vorrà bilanciare tra Ue, Usa e Russia come ha fatto finora.

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