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3 milioni di tonnellate di grano in meno, la siccità porta il raccolto di cereali britannico al minimo storico

Cos’è successo
Il raccolto di cereali del Regno Unito nel 2026 è il più basso mai registrato, secondo i dati finali dell'AHDB (Agriculture and Horticulture Development Board, l'ente di settore per l'agricoltura britannica). La produzione di grano è scesa di circa 3 milioni di tonnellate, pari all'11%. La causa è l'estate più calda mai misurata nel Paese, con una siccità che, secondo la BBC, ha azzerato le piogge nelle settimane decisive di giugno e luglio: i chicchi di grano si sono raggrinziti invece di ingrossarsi e le rese sono crollate.
La media nazionale nasconde differenze territoriali forti. Nel sud-ovest dell'Inghilterra, dove il caldo è stato più intenso, la sezione del Wiltshire della NFU (National Farmers' Union, il principale sindacato agricolo britannico) indica che la maggior parte dei produttori di cereali ha perso almeno il 30% del raccolto, con orzo primaverile e fagioli in calo di oltre il 50%.
Il settore lattiero-caseario ha tenuto sui volumi, con una produzione di latte in calo di appena il 4,5% secondo l'AHDB, perché le vacche vanno nutrite e munte a prescindere dal meteo. I pascoli si sono però seccati e molte aziende hanno aperto in anticipo le trincee di insilato, il foraggio conservato per l'inverno, e acquistato mangimi, oltre a installare impianti di raffreddamento nelle stalle.
Perché conta
La siccità ha cambiato la struttura dei costi delle aziende agricole molto più di quanto abbiano fatto i volumi prodotti.
- Il danno è concentrato: il calo nazionale dell'11% per il grano diventa un calo di oltre il 30% per i cereali del sud-ovest e di oltre il 50% per alcune colture, in un momento in cui, secondo il direttore cereali dell'AHDB Anthony Hopkins, i costi dei fattori produttivi sono già alti e gli agricoltori delle aree colpite sentono la pressione finanziaria;
- Nel latte il colpo è sui costi, non sulle quantità: con il calo contenuto della produzione, il conto arriva da foraggi consumati in anticipo, mangimi acquistati e attrezzature contro il caldo, e quindi dal margine delle aziende e non dagli scaffali;
- Gli eventi estremi sono diventati la norma: Mike Kendon, climatologo del Met Office, il servizio meteorologico nazionale britannico, osserva che ciò che prima era considerato estremo è sempre più ordinario, quindi i produttori devono investire in adattamento con frequenza crescente.
Adesso
- Il governo punta su irrigazione e bacini: il nuovo primo ministro Andy Burnham ha annunciato in estate un pacchetto di sostegno che include finanziamenti per costruire invasi e infrastrutture di irrigazione, mentre i produttori citati dalla BBC segnalano che permessi, licenze e iter di pianificazione rendono questi interventi lunghi e costosi;
- I fondi per l'adattamento non bastano: l'ultimo round di sovvenzioni ambientali, oltre 250 milioni di sterline, è stato assegnato in meno di sei ore, e il Defra (il dipartimento britannico per ambiente, alimentazione e affari rurali) ha aggiunto 20 milioni ai 50 annunciati dal primo ministro ad agosto;
- La priorità è rendere accessibili gli schemi di sostegno: il ministro dell'Agricoltura Stephen Morgan sostiene che il Sustainable Farming Incentive, il programma di sovvenzioni per pratiche agricole sostenibili, è stato semplificato e che gli agricoltori hanno risposto in massa, mentre la BBC riporta che un blocco del sistema informatico del Defra ha lasciato fuori almeno un produttore.