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3 cose da sapere sui cyberattacchi contro le app per gli allarmi in Russia e Ucraina

Cos’è successo
Allo scadere della storica tregua umanitaria nella regione di Kherson, il fronte del conflitto tra Mosca e Kiev, ormai giunto al suo quinto anno, si è esteso prepotentemente al dominio digitale. La guerra ibrida ha infatti preso di mira le infrastrutture informatiche civili, trasformando i sistemi di protezione e allerta in strumenti di guerra psicologica. Nelle ultime ore, riferiscono i media locali, le piattaforme di notifica pubblica di entrambe le nazioni sono state gravemente compromesse, inaugurando una nuova fase di sabotaggi reciproci che non si limitano a colpire le reti militari, ma puntano direttamente a seminare il caos tra i cittadini, accompagnando con la disinformazione il ritorno alle operazioni cinetiche sul campo.
Perché conta
- I cittadini ucraini si sono visti recapitare sui propri smartphone falsi avvertimenti riguardanti un'emergenza radioattiva a causa di un hackeraggio del software nazionale per i raid aerei, un'incursione confermata dall'aeronautica di Kiev e immediatamente imputata al Cremlino dal Centro ucraino per le comunicazioni strategiche (Spravdi);
- A stretto giro, il ministero russo per le Situazioni di emergenza ha denunciato una violazione speculare del proprio gestionale per le allerte pubbliche, che è stato sfruttato da ignoti “pirati informatici” per inondare gli utenti di notizie allarmistiche e generare panico circa imminenti attacchi con droni o altre minacce aeree;
- Questa doppia offensiva cibernetica si è materializzata in perfetta coincidenza con la scadenza dell'eccezionale cessate il fuoco del primo novembre, un accordo temporaneo inedito mediato dalla First Lady statunitense Melania Trump per consentire l'accesso umanitario alla città occupata di Oleshky, che l'amministrazione russa ha esplicitamente rifiutato di prolungare.
Adesso
- La militarizzazione di applicazioni essenziali per la sopravvivenza dei civili evidenzia una chiara strategia volta a logorare la tenuta psicologica della popolazione, minando irreparabilmente la fiducia nei canali di sicurezza istituzionali proprio nel momento in cui le ostilità convenzionali tornano a intensificarsi;
- Il mancato rinnovo della pausa nei combattimenti riaccende inevitabilmente lo scontro nel territorio di Kherson, rendendo ancora più critico e pericoloso il sabotaggio degli allarmi digitali per una popolazione che si ritrova improvvisamente e nuovamente esposta al fuoco incrociato e priva di preavvisi affidabili;
- Questa escalation tecnologica inciderà pesantemente sull'attesa ripresa dei colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti - rimasti congelati da febbraio dopo le operazioni USA e Israele contro l'Iran - andandosi a intrecciare con il delicato negoziato che vede Volodymyr Zelensky disposto a fermare i raid contro le raffinerie di petrolio russe, come richiesto da Donald Trump, unicamente in cambio della fornitura a Kiev di nuovi e potenti missili intercettori Patriot.