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2,7 miliardi di persone nel mondo non possono permettersi una dieta sana, secondo il report della FAO

Cos’è successo
FAO, insieme a IFAD, UNICEF, WFP e OMS, ha presentato il 21 luglio 2026 a Roma The State of Food Security and Nutrition in the World 2026 (SOFI 2026), il report annuale di riferimento sulla sicurezza alimentare globale. Il documento segnala che il 7,8% della popolazione mondiale ha sofferto la fame nel 2025, contro l'8,1% del 2024, un miglioramento lento e ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi 2030. Circa 645 milioni di persone risultavano colpite dalla fame nel 2025, 14 milioni in meno rispetto al 2024.
Il 25,8% della popolazione mondiale, circa 2,1 miliardi di persone, ha sperimentato insicurezza alimentare moderata o severa, essendo stata costretta a volte a ridurre qualità o quantità del cibo consumato.
Perché conta
- Il report stima che circa 2,7 miliardi di persone nel mondo non possano permettersi economicamente una dieta sana, un dato che sposta l'attenzione dalla sola disponibilità di cibo all'accessibilità economica come driver strutturale dell'insicurezza alimentare, con implicazioni dirette sulla domanda di prodotti assicurativi legati al reddito agricolo e alla stabilità dei prezzi alimentari;
- I progressi registrati risultano instabili, distribuiti in modo diseguale tra regioni e insufficienti rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile, un quadro che si somma alle pressioni climatiche già segnalate da altri report monitorati nel corso dell'anno, dall'impatto del caldo estremo sulle rese di grano, riso, mais e soia al Global Report on Food Crises 2026;
- Il report arriva a pochi giorni da un altro dato SOFI rilevante: gli accessi limitati a diete di qualità restano concentrati nei contesti di crisi protratta, dove il conflitto è il principale driver, seguito da eventi meteorologici estremi e shock economici, un mix di fattori che complica la modellazione del rischio agroalimentare per assicuratori e riassicuratori attivi in queste aree.
Adesso
- FAO chiede una maggiore integrazione tra politiche climatiche, agricole e di sicurezza alimentare, un tema che si intreccia direttamente con il dibattito in corso sugli strumenti assicurativi agricoli come leva di adattamento, già approfondito nel report della Banca Mondiale sul Multi-Sovereign Agriculture Insurance Risk Pool e nel paper del CETEx sull'assicurazione colturale come strumento fiscale;
- Il costo elevato delle diete sane, insieme alla persistenza di food price volatility nei mercati globali, resta un tema rilevante per il settore assicurativo attivo su trade credit e business interruption lungo le filiere alimentari, in particolare nei paesi a basso e medio reddito dove l'accesso a strumenti di gestione del rischio resta limitato;
- Per il settore assicurativo, il report SOFI 2026 conferma la centralità della sicurezza alimentare come area di rischio sistemico a lungo termine, un tema che intreccia clima, geopolitica ed economia e che richiede strumenti di risk transfer sempre più integrati tra i diversi fattori di rischio.