News & BusinessPolitica Internazionale
18 delle 33 miniere strategiche Ue sono in zone a rischio siccità, per estrarle Bruxelles vuole indebolire la legge che protegge fiumi e acquiferi

Cos’è successo
La Commissione europea ha designato 47 progetti strategici nell'ambito del Critical Raw Materials Act, di cui 33 miniere, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza da importazioni di minerali essenziali per la transizione energetica, l'intelligenza artificiale, i veicoli elettrici e i sistemi di difesa. La designazione garantisce una corsia preferenziale nei processi di autorizzazione e, per i progetti fuori dall'Ue, accesso al sostegno politico e ai fondi europei.
Un'analisi di Watershed Investigations, basata su dati satellitari della Nasa, ha rilevato che più della metà delle 33 miniere si trova in aree che si stanno prosciugando da almeno vent'anni. Quasi la metà ricade in zone che hanno registrato condizioni di siccità negli ultimi tre mesi, secondo i dati dell'Ue, e un quarto in regioni classificate come water-stressed. Sei miniere sono pianificate in aree ad alto stress idrico in Spagna, altre in Portogallo e Grecia, tre paesi che figurano tra i primi dieci dell'Ue per scarsità d'acqua secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente. Nel 2024 la Catalogna ha dichiarato lo stato di emergenza per la peggiore siccità mai registrata; nel 2022 il 96% del Portogallo era in condizioni di siccità "estrema" o "grave". In questo contesto, la Commissione sta preparando una revisione della Water Framework Directive, la legge cardine dell'Ue a protezione di fiumi, acque sotterranee e zone umide, con l'obiettivo dichiarato di rimuovere i colli di bottiglia nelle autorizzazioni.
Perché conta
La revisione della Water Framework Directive (WFD) non è una misura tecnica: è una scelta politica che subordina esplicitamente la protezione idrica alla sicurezza delle forniture di minerali.
- La domanda di minerali critici non è comprimibile. Dal 2010 a oggi è triplicata. Si prevede che raddoppi ulteriormente entro il 2030, con una crescita proiettata della domanda di grafite, litio e cobalto di quasi il 500% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2020. L'Ue non può soddisfare quella domanda senza produzione domestica, e non può avere produzione domestica senza accelerare le autorizzazioni. Il trade-off è reale;
- Indebolire la WFD produce esternalità che vanno oltre il settore minerario. Le stesse acque sotterranee e gli stessi corpi idrici che la direttiva protegge alimentano l'agricoltura, i sistemi di approvvigionamento idrico potabile e gli ecosistemi nelle regioni già sotto stress climatico. Sara Johansson, responsabile della politica idrica dell'European Environmental Bureau, osserva che l'industria mineraria non ha presentato alcuna evidenza che la WFD stia effettivamente creando colli di bottiglia per i progetti;
- Il precedente normativo è il rischio più duraturo. Una volta rivista la WFD per facilitare l'estrazione mineraria, si stabilisce un template applicabile ad altri settori industriali. Il professor Kaveh Madani, direttore dell'Istituto per l'Acqua, l'Ambiente e la Salute dell'Università delle Nazioni Unite, è diretto: un fallimento grave nella posizione sbagliata può neutralizzare molti dei guadagni promessi, soprattutto quando il danno a persone, fiumi e acquiferi è duraturo o irreversibile.
Adesso
- Ecologistas en Acción ha già impugnato la decisione della Commissione di concedere lo status di progetto strategico a tutte e sei le miniere spagnole, contestando la valutazione dei rischi per le risorse idriche e le aree protette. L'esito del ricorso determinerà quanto il fast-track del CRMA sia effettivamente impermeabile alle sfide legali ambientali;
- La revisione della WFD è ancora in fase preparatoria, ma il calendario politico è stretto: la Commissione ha interesse a chiudere il dossier prima che le resistenze ambientaliste si organizzino in una coalizione più larga. Il processo legislativo sarà il primo test reale della tenuta del consenso politico europeo su questo trade-off;
- La posta geopolitica è quella che guida tutto il resto. La dipendenza da Cina e pochi altri fornitori per grafite, litio e terre rare è considerata da Bruxelles un rischio sistemico paragonabile alla dipendenza dal gas russo. La revisione della WFD non è un errore di valutazione: è la conseguenza diretta di quella priorità. La domanda è se l'UE sia disposta ad assumersene pubblicamente il costo.