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15 Paesi Ue chiedono di liberalizzare i droni agricoli per i pesticidi, la Commissione pronta ad allentare il divieto

Cos’è successo
Bruxelles punta ad allentare il divieto, in vigore da tempo, di utilizzare velivoli senza pilota per spruzzare pesticidi sui campi. L'uso dei droni agricoli in Europa è oggi regolato non solo dal diritto aeronautico, come tutti i droni, ma anche dalla Direttiva del 2009 sull'uso sostenibile dei pesticidi, che vieta l'irrorazione aerea. Quel quadro normativo, pensato per limitare la deriva degli spray, la contaminazione ambientale e i rischi di esposizione legati agli aerei e agli elicotteri per la disinfestazione delle colture, è stato scritto molto prima che i droni entrassero nell'uso comune in agricoltura. Nella pratica, oggi i governi nazionali possono autorizzare l'irrorazione con droni solo dove applicare i pesticidi direttamente è difficile o pericoloso: vigneti terrazzati in Portogallo, meleti in Alto Adige, campi allagati dove i trattori non possono operare e i lavoratori con gli spruzzatori a zaino corrono un rischio di esposizione maggiore.
A dicembre 2024, 15 capitali, tra cui Praga, avevano chiesto alla Commissione di elaborare una nuova proposta sui droni, dopo che il primo tentativo di riforma era rimasto vittima della battaglia politica sulla legge di riduzione dei pesticidi, poi accantonata nel 2024. La Commissione ha ora inserito la proposta di allentamento delle regole sui droni all'interno del più ampio pacchetto omnibus sulla sicurezza alimentare e dei mangimi, un provvedimento politicamente controverso su altri fronti ma che su questo specifico punto trova un consenso raro tra gli Stati membri.
Perché conta
L'apertura ai droni si inserisce in una strategia più ampia della Commissione per portare l'Europa all'avanguardia nell'agricoltura di precisione, ma resta accompagnata da lacune scientifiche ancora da colmare.
- La Commissione stessa ammette importanti lacune di conoscenza: in un documento che illustra le motivazioni della proposta, l'esecutivo riconosce che restano "importanti lacune di conoscenza" su come i droni possano essere usati in sicurezza, per esempio non è ancora chiaro quanto lontano possano derivare i pesticidi né quali droni riescano a depositare le sostanze chimiche con maggiore precisione;
- Le restrizioni attuali rendono più difficile colmare proprio quelle lacune: secondo la Commissione, il settore lamenta che "i droni sono la tecnologia più frenata dall'attuale quadro normativo, anche se potrebbero contribuire a un uso più sostenibile dei pesticidi", un circolo vizioso in cui le regole restrittive impediscono di raccogliere i dati necessari a renderle più solide;
- Il commissario all'Agricoltura lega i droni a una visione digitale più ampia: Christophe Hansen ha scritto sui social che "l'Europa ha il talento e la tecnologia per guidare l'agricoltura digitale" e che intelligenza artificiale, satelliti, droni e agricoltura di precisione possono aumentare la produttività, usare le risorse in modo più efficiente e ridurre la burocrazia, anticipando la Strategia digitale per l'Agricoltura attesa entro fine anno.
Adesso
- Gli Stati membri potranno autorizzare i droni se non più rischiosi dell'irrorazione tradizionale: secondo la proposta di riforma, i governi nazionali potranno consentire un uso più ampio dei droni agricoli, a condizione che siano considerati non più rischiosi dell'irrorazione tradizionale da terra, mentre il Consiglio ha già concordato a maggio di dare ai governi più libertà immediata di autorizzarli, senza attendere le linee guida tecniche che la Commissione vuole ancora definire;
- Le associazioni ambientaliste chiedono cautela ma senza opporsi frontalmente: a differenza di altre parti del pacchetto omnibus, le proteste dei gruppi ambientalisti restano relativamente contenute; le loro preoccupazioni riguardano soprattutto la velocità con cui si potrebbe autorizzare l'irrorazione con droni per intere categorie di pesticidi, oltre a dubbi su privacy dei dati e sul rischio che una tecnologia costosa allarghi il divario tra grandi aziende agricole e piccoli operatori;
- Il destino della misura resta legato all'intero pacchetto omnibus: nonostante il consenso raggiunto specificamente sui droni, l'intero provvedimento deve essere adottato come un unico blocco, e la presidenza irlandese del Consiglio non ha ancora un percorso chiaro verso un compromesso sugli elementi più controversi, come le autorizzazioni illimitate per le sostanze attive meno pericolose o il divieto di importazioni agricole con tracce di pesticidi non consentiti negli Stati Uniti; se l'intero pacchetto dovesse arenarsi, anche l'aggiornamento delle regole sui droni tornerebbe vittima dello scontro politico più ampio.