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1,9 mld dal Piano di crescita, ma Pil pro capite 70% al di sotto della media Ue: la Moldavia scommette sull'adesione entro il 2030

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1,9 mld dal Piano di crescita, ma Pil pro capite 70% al di sotto della media Ue: la Moldavia scommette sull'adesione entro il 2030

Cosa è successo

La Moldavia ha presentato domanda di adesione all'Ue il 3 marzo 2022, una settimana dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina. Il Consiglio europeo ha concesso lo status di candidato il 23 giugno dello stesso anno e i negoziati sono stati formalmente aperti il 25 giugno 2024, simultaneamente a quelli con l'Ucraina.

Il ritmo delle riforme moldave è due o tre volte superiore a quello di qualsiasi altro Paese candidato, inclusa l'Albania: il 22 settembre 2025 la Moldavia ha completato il processo di screening dell'acquis comunitario, il corpus di leggi e regolamenti che ogni Paese candidato deve recepire prima dell'adesione, e a marzo 2026 ha avviato l'apertura informale di tutti i capitoli negoziali per aggirare eventuali veti in Consiglio. L'obiettivo dichiarato di Chișinău è di concludere i negoziati di adesione entro il 2028 con la prospettiva di entrare ufficialmente all'interno dell'Unione entro il 2030.

Perché è importante

Il Pil pro capite moldavo è stimato a 18.524 dollari nel 2024, circa il 70% al di sotto della media Ue: l'adesione è la principale leva di convergenza disponibile. Studi del Fondo Monetario Internazionale stimano che l'adesione all'Ue abbia aumentato il reddito pro capite dei nuovi membri di oltre il 30%.

  • Opportunità: l'Ue ha stanziato fino a 1,9 miliardi di euro per il 2025-2027, il più grande pacchetto finanziario mai concesso al Paese, atteso per mobilitare 2,5 miliardi di investimenti in trasporti, energia e agricoltura. Le esportazioni moldave verso l'Ue sono già cresciute del 52% dal 2014, con la quota Ue sul totale export passata dal 53% al 67%;
  • Rischi: l'agricoltura vale il 7,6% del Pil moldavo ma occupa il 51% della forza lavoro, una forbice che segnala produttività bassissima. L'ex ministro dell'Economia Octavian Calmîc, avverte che l'integrazione nella PAC, la Politica Agricola Comune dell'Ue, rischia di concentrare la proprietà fondiaria nelle mani di multinazionali, riducendo l'occupazione rurale, come già accaduto in altri Paesi all'ingresso nell'Ue. Inoltre, gli investimenti del Paese restano fermi al 20-22% del Pil, contro il 30-35% necessario per convergere con gli standard europei;
  • Nodi geopolitici: La Transnistria, regione separatista filorussa che controlla il 12% del territorio, resta irrisolta. Il 71% delle sue esportazioni è già diretto verso il mercato Ue, ma la sua integrazione giuridica nel quadro europeo non è ancora affrontata. Sul piano politico, la regione non riconosce l'autorità di Chisinau dal 1992 e ospita circa 1.500 soldati russi.

E adesso?

  • A marzo 2026 la Commissione ha effettuato il secondo pagamento da 189 milioni di euro del Piano di crescita, dopo che la Moldavia aveva soddisfatto 24 indicatori di riforma; ogni tranche futura è condizionata al mantenimento di questo ritmo;
  • Completare i negoziati entro fine 2027 richiede di chiudere tutti e 33 i capitoli negoziali in meno di due anni, un ritmo senza precedenti nella storia dell'allargamento UE;
  • Il deficit delle partite correnti è quasi raddoppiato nel primo semestre 2025, raggiungendo 1 miliardo di dollari, pari al 23% del Pil: senza riforme industriali strutturali, i fondi europei rischiano di essere assorbiti senza produrre vera convergenza.

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