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1,645 miliardi fuori dal SSN, la Carta sanitaria per gli anziani apre una partita sul futuro delle cure

Cos’è successo
Il disegno di legge di Bilancio 2027 introduce una nuova forma di sostegno alla spesa sanitaria: una Carta da 300 euro per l'acquisto di beni e prestazioni sanitarie, finanziata con un fondo da 1,645 miliardi di euro. L'articolo 53 la destina a chi abbia compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026 e percepito nel 2025 trattamenti pensionistici complessivamente non superiori a 28.000 euro annui.
La platea potenziale è di circa 5,46 milioni di persone. La particolarità riguarda l'architettura della misura. Il fondo è istituito presso il Ministero del Lavoro, con erogazione tramite INPS, e non rientra nel finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale. Il governo ha indicato come obiettivo il sostegno alle spese sanitarie non coperte dal SSN. Tuttavia, l'individuazione delle prestazioni acquistabili e delle strutture abilitate è demandata a un successivo decreto attuativo.
Perché conta
- Sostenere la spesa sanitaria non equivale a finanziare il sistema sanitario. La Carta introduce un trasferimento di potere d'acquisto direttamente ai cittadini, anziché aumentare le risorse destinate all'erogazione pubblica delle prestazioni. Può alleggerire il peso economico delle cure per milioni di anziani, ma non aumenta necessariamente la capacità del SSN di offrire visite, esami o trattamenti. È una distinzione rilevante per valutare gli effetti della manovra sull'accessibilità dei servizi;
- Il perimetro delle prestazioni determinerà l'impatto economico della misura. Se la Carta finanzierà prevalentemente farmaci e prodotti non rimborsati, agirà soprattutto sulla spesa sanitaria già sostenuta dalle famiglie. Se comprenderà visite ed esami acquistati privatamente, potrebbe invece alimentare la domanda di prestazioni fuori dal circuito pubblico. Occorrerà inoltre distinguere tra strutture private accreditate con il SSN e prestazioni erogate in regime interamente privato: la natura del fornitore, da sola, non chiarisce chi finanzia il servizio;
- La distribuzione delle risorse apre una questione di equità. I 300 euro sono uguali per tutti i beneficiari, indipendentemente dal fabbisogno sanitario e dalle differenze territoriali nei prezzi e nell'offerta di servizi. Inoltre, il requisito economico riguarda i trattamenti pensionistici, non una valutazione complessiva delle condizioni patrimoniali o dei bisogni di salute. Il contributo potrebbe quindi avere effetti molto diversi tra anziani con situazioni cliniche ed economiche differenti.
Adesso
- Il decreto attuativo sarà il passaggio decisivo. Il Ministero del Lavoro, di concerto con quello dell'Economia, dovrà definire entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge le condizioni di utilizzo e accreditamento degli operatori. Sarà necessario verificare quali beni e prestazioni rientreranno nella Carta, quali strutture potranno accettarla e se esisteranno limiti specifici alle tipologie di spesa;
- Andrà misurato se la Carta genera nuovo accesso oppure sostituisce spesa privata esistente. Un contributo può consentire prestazioni che altrimenti sarebbero state rinviate, ma può anche rimborsare parzialmente acquisti che i beneficiari avrebbero effettuato comunque. Per valutare l'efficacia della misura serviranno dati su utilizzo, distribuzione territoriale e prestazioni effettivamente acquistate. Al momento, il testo non definisce un sistema specifico di valutazione degli esiti sanitari;
- Il 2027 potrebbe diventare un banco di prova per un diverso modello di finanziamento. Lo stanziamento è previsto per un solo anno. Un eventuale prolungamento richiederebbe nuove risorse e una valutazione dei risultati. Se lo strumento verrà confermato, il tema sarà comprendere come integrarlo con l'offerta pubblica, evitando che il sostegno economico individuale sostituisca gli investimenti necessari a rafforzare i servizi.
La domanda centrale non riguarda soltanto l'utilità dei 300 euro per gli anziani, ma quale capacità di accesso alle cure produrranno 1,645 miliardi di spesa pubblica e attraverso quali canali sanitari verranno utilizzati.