Vai all’articolo
FPSUpdatesIntelligence Platform

News & BusinessPolitica Internazionale

1.500 petroliere ombra, le nazioni marittime avvertono che "le regole della navigazione globale stanno collassando"

4 min di lettura
1.500 petroliere ombra, le nazioni marittime avvertono che "le regole della navigazione globale stanno collassando"

Cos’è successo

Le regole che governano la navigazione globale si stanno sgretolando, avvertono le maggiori nazioni marittime del mondo, sconvolte da guerre e dalla crescita di una flotta ombra che opera al di fuori del controllo occidentale. Il Consultative Shipping Group (CSG), che rappresenta oltre un quinto del commercio mondiale in termini di tonnellaggio, ha pubblicato martedì il proprio primo intervento pubblico dalla fondazione, oltre 60 anni fa. "Senza il commercio marittimo, le catene di approvvigionamento si frammenterebbero e l'economia globale come la conosciamo si fermerebbe improvvisamente", si legge nella dichiarazione firmata da 18 potenze marittime, tra cui Grecia, Singapore, Danimarca, Giappone, Canada, Regno Unito, Paesi Bassi e Corea del Sud.

Secondo il gruppo, la battaglia per il controllo dello Stretto di Hormuz, la pandemia di Covid-19 e la flotta ombra creata dalle sanzioni di Stati Uniti, UE e Regno Unito non sono "shock episodici" ma "segnali di un cambiamento strutturale nell'ambiente operativo del commercio globale". "Le rotte marittime sono sempre più strumenti di leva e di rischio", avverte il CSG, sottolineando quanto gli eventi recenti abbiano mostrato la fragilità del sistema commerciale marittimo. Secondo Brian Wessel, direttore generale dell'Autorità Marittima Danese che presiede il CSG, "per decenni abbiamo costruito il commercio globale sul presupposto che le navi potessero muoversi liberamente attraverso i confini. Quel presupposto è ora sotto pressione".

Perché conta

Il sistema che per oltre settant'anni ha garantito la libertà di navigazione, pilastro dell'80% del commercio mondiale trasportato via nave, sta venendo eroso su più fronti contemporaneamente.

  • Le navi civili sono diventate bersagli diretti dei conflitti: Russia, Ucraina, Stati Uniti e Iran hanno tutti colpito obiettivi civili della navigazione nel corso dei conflitti di quest'anno, mentre la vulnerabilità dei punti di passaggio marittimi strategici è stata sottolineata dai tentativi dell'Iran di istituire un regime di pedaggio nello Stretto di Hormuz;
  • Teheran ha dichiarato lunedì che un accordo con l'Oman per gestire il traffico nello stretto, da cui prima transitava circa un quinto del petrolio e del gas mondiale, è vicino alla conclusione, anche se non è chiaro se verrà applicata una tariffa.
    Un precedente pericoloso rischia di replicarsi altrove: armatori e organizzazioni marittime avvertono che l'imposizione di un pedaggio da parte dell'Iran creerebbe un precedente pericoloso, che potrebbe spingere altri Paesi affacciati su punti di passaggio critici a fare lo stesso, moltiplicando i costi e l'incertezza per l'intero commercio marittimo mondiale;
  • La flotta ombra ha raggiunto dimensioni enormi e opera senza le tutele tradizionali: le sanzioni di Stati Uniti, Ue e Regno Unito contro Russia e Iran hanno causato la rapida crescita di una flotta ombra di petroliere che ora conta oltre 1.500 navi secondo TankerTrackers.com, quasi un quinto della flotta cisterniera mondiale, quasi tutte prive delle tradizionali polizze assicurative.

Adesso

  • Un episodio recente mostra concretamente i rischi di questa flotta non assicurata: quest'estate la Caroline Bezengi, nave della flotta ombra che trasportava circa 800mila barili di petrolio russo, è stata colpita da una mina limpet al largo dell'Oman senza alcuna copertura assicurativa tradizionale di protezione e indennizzo, lasciando potenzialmente il governo omanita esposto a milioni di dollari di costi legati alla bonifica;
  • Le organizzazioni marittime chiedono un ritorno alle regole condivise: il CSG punta a riportare l'attenzione internazionale sul rispetto degli standard fissati dall'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), l'agenzia ONU che regola il settore dal 1948, dopo decenni in cui il sistema di regole globali condivise è stato dato per scontato;
  • La frammentazione rischia di aggravarsi senza un intervento coordinato: con conflitti multipli che continuano a colpire il naviglio civile, una flotta ombra che continua a espandersi e la possibilità concreta che altri Paesi impongano pedaggi sui propri stretti strategici, le nazioni marittime avvertono che senza un'azione coordinata il sistema di navigazione libera su cui si fonda il commercio globale rischia un deterioramento sempre più difficile da invertire.

FPS / NELLA TUA INBOX

Il contesto fa la differenza.

Continua a seguire i temi che contano con le newsletter di FPS Updates.

Scopri le newsletter
Tutti gli articoli ↗
Politica Internazionale

3 cose da sapere dei negoziati Usa-Russia sull'Ucraina e 3 possibili scenari

Politica Internazionale

La carenza di finanziamenti costringe il Programma Alimentare Mondiale a tagliare gli aiuti a 500 mila abitanti di Gaza

Politica Internazionale

Otto Paesi Ue vanno al voto in 12 mesi e le elezioni possono cambiare l'Europa