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Washington accusa la cinese Moonshot di aver copiato i modelli AI di Anthropic per costruire Kimi K3 e minaccia sanzioni

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Washington accusa la cinese Moonshot di aver copiato i modelli AI di Anthropic per costruire Kimi K3 e minaccia sanzioni

Cos’è successo

Michael Kratsios, direttore dell'ufficio scientifico della Casa Bianca, ha accusato il laboratorio cinese Moonshot di aver distillato Fable 5 di Anthropic — di averlo cioè addestrato sui suoi output per replicarne le capacità — per costruire Kimi K3, il modello aperto che ha scosso i mercati la settimana scorsa. L'avrebbe fatto "su scala industriale", "in modo coperto", e — soprattutto — con chip Nvidia vietati, importati illegalmente dalla Thailandia. Il segretario al Tesoro Bessent minaccia ora "sanzioni ed entity list" (la lista nera che taglia a un'azienda estera l'accesso alla tecnologia USA) e il Commercio indaga tramite il suo ufficio sui controlli all'export, il Bureau of Industry and Security (BIS).

L'accusa, però, non è provata, poiché non c’è alcuna evidenza pubblica né dettaglio su come il governo dovrebbe avere questa informazione, che Kratsios ha postato su X prima ancora di avere i dati dell'indagine del Commercio. Anche il presidente di OpenAI Greg Brockman, a chi gli chiede se Moonshot abbia distillato i modelli di OpenAI, risponde che è "troppo presto" per dirlo.

Perché conta

Al netto della veridicità dell’accusa e pur restando internamente divisi sul da farsi, gli Stati Uniti stanno impugnando uno strumento di Stato su un'imputazione contestata. Che chiamano “furto”, laddove forse sarebbe più opportuno spostare il focus sulla sicurezza.

  • Distillare un modello, del resto, non è di per sé equivalente al rubare. I lab cinesi lo fanno per stare a ridosso della frontiera — Anthropic stessa ha recentemente accusato Alibaba del "più grande attacco mai visto" — ma lo fanno anche i lab americani stessi, dacché la distillazione è una normale pratica di addestramento di modelli per “compattare” la conoscenza di un modello più grande dentro quella di uno più piccolo ed efficiente (dentro Claude, ad esempio, il modello medio Sonnet è risultato anche di distillazione del più grande Opus). Kratsios stesso separa la distillazione "legittima" da quella "industriale e coperta"; ma il peso dell'accusa sta tutto su quel "coperta", la parte (al momento) senza uno straccio di prova;
  • A spingere la cornice del furto è soprattutto Anthropic, assai più netta di OpenAI, che ufficialmente resta pro-apertura; e c'è chi, come il consigliere della Casa Bianca David Sacks, ci legge una classica “cattura regolatoria" contro una concorrenza più economica. Una preoccupazione legittima, in cui la linea tra garanzia di concorrenza e necessità legittima di protezione (fino al livello più alto, della sicurezza nazionale) vede le due quasi ontologicamente opposte;
  • E su quella linea, l'amministrazione non ha una posizione unitaria, ma una rissa: i falchi, come Kratsios e Bessent, vogliono sanzioni; il Commercio di Lutnick considera i divieti “impraticabili” e preferisce incentivare modelli aperti americani per competere. Dall’industria si è invece fatto sentire Jensen Huang di Nvidia, tendenzialmente filogovernativo, che porta acqua al suo mulino dicendo che i modelli cinesi "vanno usati" e che la distillazione "è fondamentale per l'intelligenza".

Adesso

  • Lo strumento sul tavolo è la entity list, cioè un'accetta con contraccolpo: se l'indagine dovesse confermare l'uso improprio di chip e modelli Usa, Moonshot ci finirebbe verosimilmente dentro; L’ingresso nella lista non vieterebbe alle aziende americane di usare Kimi, ma ne renderebbe tossico l’utilizzo; in più inviterebbe la ritorsione di Pechino, alla vigilia di un tavolo USA-Cina sull'AI a settembre;
  • L’aspetto di sicurezza riguarda la natura open weight dei modelli come Kimi, che una volta scaricati non possono più essere bloccati o “richiamati”; nelle mani di attori malintenzionati (o anche semplicemente disattenti, come il caso Hugging Face ha plasticamente dimostrato questi giorni), AI di questo calibro possono diventare realmente pericolose — oggi nel dominio della cybersicurezza, un domani anche su altro (il bio su tutto). La leva sensata sarebbe pertanto un regime di valutazione continua sui laboratori, più che una sanzione a una singola azienda (o un ban su un modello);
  • Anche Pechino, storicamente ossessionata dalla sicurezza, starebbe infatti valutando di frenare lei a monte l'accesso pubblico ai propri modelli di frontiera. La finestra dei modelli open weight, sempre un passo dietro la frontiera, potrebbe essere dunque in ogni caso al capolinea.

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