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Via libera Ue a 23 mld per le rinnovabili in Italia, che aumenteranno del 50% la capacità attuale nei prossimi vent'anni

Cos’è successo
La Commissione europea ha approvato un regime italiano di aiuti di Stato da €23 miliardi per sostenere la produzione di elettricità da fonti rinnovabili nell’ambito del Clean Industrial Deal. Il piano finanzierà nuovi impianti eolici, fotovoltaici, idroelettrici e alimentati a gas da depurazione, con l’obiettivo di installare 37,15 GW di nuova capacità, pari a circa il 48% dell’attuale capacità rinnovabile italiana.
Il sostegno avverrà tramite contratti per differenza bidirezionali (CfD) della durata di 20 anni: lo Stato compenserà i produttori quando il prezzo di mercato sarà inferiore al prezzo di riferimento e riceverà la differenza quando il mercato sarà sopra tale soglia. Il meccanismo sarà assegnato principalmente attraverso aste competitive e trasparenti.
Perché conta
Si tratta di uno dei più grandi programmi europei di sostegno alle rinnovabili e rappresenta un tassello centrale della strategia italiana di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
- I 37,15 GW aggiuntivi contribuiranno al raggiungimento dell'obiettivo nazionale di coprire il 39,4% dei consumi finali lordi di elettricità con fonti rinnovabili entro il 2030;
- Il sistema dei CfD riduce il rischio di investimento per gli operatori, stabilizzando i ricavi e favorendo nuovi progetti senza trasferire integralmente il rischio di mercato sul settore pubblico;
- L'aumento della produzione domestica di energia rinnovabile dovrebbe contribuire a ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche e ad attenuare la volatilità dei prezzi dell'elettricità nel medio periodo.
Adesso
- Nei prossimi mesi partiranno le aste per gli impianti superiori a 1 MW, che dovranno rispettare anche i criteri previsti dal Net Zero Industry Act europeo;
- Gli impianti inferiori a 1 MW potranno accedere direttamente al meccanismo con prezzi definiti dall'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, accelerando la diffusione delle rinnovabili di piccola scala;
- Se i prezzi dell'energia resteranno elevati, il costo effettivo per lo Stato potrebbe risultare significativamente inferiore ai €23 miliardi stanziati, grazie al meccanismo di restituzione previsto dai contratti per differenza.