News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Valore aggiunto agricoltura UE : non supera il 2%
Cosa è successo?
I nuovi numeri di Eurostat hanno analizzato il valore aggiunto dedicato dal settore agricoltura all’interno del PIL UE: questo non supera l’1,2%. Si tratta di un dato in linea con quelli degli ultimi anni, ma il cui peso politico non fa che accrescere di anno in anno. Questo perché l’agricoltura è il singolo settore più foraggiato dai fondi europei: circa il 30% del bilancio UE finisce in fondi per l’agricoltura. Allo stesso tempo, poi, l’agricoltura è un tema politicamente sensibile. Questo perché l’agricoltura si trova nella duplice posizione di essere un settore altamente inquinante (soprattutto per quel che riguarda l’allevamento) e di essere uno dei più danneggiati dal cambiamento climatico.
Questo ha portato la commissione, da un lato, a tentare di ridurne l’impatto ambientale, con ammodernamenti tecnologici e normativi che gli agricoltori hanno considerato penalizzanti. Dall’altro l’agricoltura a subire, più di altri, i danni da eventi climatici estremi (siccità, inondazioni, eccetera). Un dato interessante, messo in luce da un recente report del Parlamento, “La politica agricola dell’UE in cifre’, mette in luce come gran parte dei fondi agricoli vada in misure di sostegno al reddito per gli agricoltori.
Perché è importante?
Perché nei prossimi mesi si concluderà la negoziazione sulla nuova PAC.
La novità strutturale più radicale, se approvata, potrebbe essere il superamento della storica divisione (due pilastri) tra pagamenti diretti e sviluppo rurale. In pratica si punta a far confluire i finanziamenti in un unico piano di partenariato nazionale e regionale. La ratio alla base di questa nuova policy potrebbe essere quella di affidare agli stati nazionali la scelta circa i progetti da sostenere di più. Secondo chi la contesta, la proposta potrebbe portare a una "rinazionalizzazione" della PAC, facendole perdere la sua natura di politica comune. Oltre a questo, la nuova PAC sarebbe strettamente collegata a obiettivi di tutela del clima e dell’ambiente e al rilancio tecnologico (anche con AI) del settore.
Oltre ha questo occorre ricordare che, nell’orizzonte di medio periodo, c’è la questione ingresso dell’Ucraina nell’UE. L’Ucraina è uno dei massimi Paesi agricoli del mondo, e il suo eventuale ingresso nell’UE, alle regole attuali, potrebbe sconquassare i conti europei.
A peggiorare il quadro c’è il fatto che, da tempo, le associazioni di agricoltori hanno sposato posizioni politiche fortemente anti UE, il che si traduce, oltre che nelle proteste di piazza, anche in una serie di successi elettorali dei partiti anti-UE.
E adesso?
L’UE aspira, come ovvio, a ridurre i finanziamenti all’agricoltura e a aumentarne la redditività. Perché questo avvenga senza sconquassi sociali e contraccolpi elettorali, è necessario che la spesa sia razionalizzata. Si prevede che le trattative tra consiglio e parlamento andranno avanti fino all’estate 2026.