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L’Austria potrebbe essere il centro di un'enorme operazione di spionaggio russa

3 min di lettura

Uno scoop del Financial Times ha rivelato come sui tetti degli edifici pubblici russi su suolo austriaco (come ambasciate o scuole per i figli dei diplomatici), negli ultimi anni siano comparse decine di antenne paraboliche. Allo stesso tempo, l’intelligence austriaca ha mostrato come molte delle antenne vengano riposizionate di frequente, come a voler captare segnali diversi. Di recente, per esempio, in occasione della conferenza sulla sicurezza di Monaco, puntavano sulla città bavarese.

Perché è importante

Perché è evidente che in questa fase storica il controllo dell’informazione sia un asset strategico più di quanto lo fosse in passato. Lo spostarsi delle comunicazioni, di qualunque tipo, da quelle personali a quelle governative, su canali online ha cambiato le regole dello spionaggio e la potenzialità di dati cui un potenziale nemico, in questo caso la Russia, può attingere. Un sistema che consente di attingere a informazioni di ogni tipo, non solo sulle attività militari e governative dei paesi, ma anche sulle questioni personali e private dei cittadini, così da avere dati sulla base dei quali compiere operazioni di ingegneria sociale o campagne di propaganda.

Perché al momento, pur essendoci evidenze e fondati sospetti del fatto che la Russia compia continue e mirate operazioni di spionaggio ai danni dell’UE, dei suoi cittadini oltre che delle sue istituzioni, in realtà non sembra ci siano strumenti efficaci per fermarle. Soprattutto in Austria, paese che non a caso è stato scelto da Mosca per questo tipo di operazione. Secondo quanto scrive il Financial Times, “il controspionaggio austriaco può fare ben poco: secondo la legge austriaca, lo spionaggio non è perseguibile a meno che non sia condotto contro l'interesse nazionale. Nonostante le raccomandazioni della DSN (agenzia di intelligence interna austriaca), Vienna ha mostrato scarso interesse nell'espellere i diplomatici o nell'adottare altre misure contro gli agenti russi. La DSN ha fornito al governo un elenco di persone che, a sua conoscenza, gestiscono le stazioni segrete di intelligence russa per le comunicazioni a Vienna. Tuttavia, i funzionari ritengono che agire sulla base di tali informazioni non farebbe altro che provocare la Russia”.

E adesso?

Non è chiaro come, con quali strumenti e volontà politiche, l’UE o l’Austria possano agire per arginare le attività di spionaggio austriache. Secondo il Financial Times, però non è da escludere che alcune operazioni siano effettivamente in corso, anche se coperte da riservatezza. “L'Austria - scrive il giornale - è neutrale e non è membro della NATO, ma negli ultimi anni si è impegnata a fondo per rinsaldare i rapporti di sicurezza con gli altri paesi europei. Parte di questo impegno ha comportato il riconoscimento – almeno a porte chiuse – che la Russia rappresenta una minaccia comune. Le espulsioni diplomatiche potrebbero non essere un'opzione, ma, secondo un funzionario della sicurezza austriaco, ciò non significa che non ci siano altri modi in cui l'Austria possa contribuire a scoraggiare e contrastare le attività russe ostili agli interessi europei. Molte informazioni su ciò che accade a Vienna vengono condivise, ha affermato il funzionario. Nel campo dell'intelligence a volte è meglio osservare che agire”.

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