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UE–OCT: da politica di sviluppo a leva geopolitica strategica
Cosa è successo?
L’Unione europea sta aggiornando in modo sostanziale la propria politica verso i Paesi e Territori d’Oltremare (OCT), spostandola da un approccio prevalentemente orientato allo sviluppo a uno esplicitamente geopolitico e strategico. La Commissione europea propone di raddoppiare i finanziamenti destinati agli OCT nel prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034: €999 milioni, contro i circa €500 milioni del periodo 2021–2027 (+100% a prezzi correnti, +74% a prezzi costanti 2025). Il cuore della riforma è la revisione della Overseas Association Decision (DOAG), che ridefinisce gli OCT non più come beneficiari periferici, ma come asset strategici per l’UE in settori chiave: materie prime critiche, energie rinnovabili, connettività digitale affidabile, spazio, presenza artica e resilienza delle catene del valore. In questo quadro, la Groenlandia emerge come priorità assoluta, con €530 milioni allocati (oltre la metà dell’intero pacchetto) riflettendo il suo peso crescente nell’Artico e nelle relazioni transatlantiche. La proposta rafforza inoltre l’integrazione degli OCT con strumenti UE come Global Gateway, Global Europe ed il futuro European Competitiveness Fund, introducendo blended finance, garanzie, prestiti e maggiore flessibilità tramite l’unificazione degli envelope territoriali/regionali e un cuscinetto per “sfide emergenti”.
Perché è importante?
Questo non è un semplice aggiornamento di bilancio: segna un cambio di paradigma. L’UE riconosce che la competizione globale, la sicurezza economica e la transizione verde-digitale passano anche dai suoi territori oltremare. Gli OCT diventano punti di leva per assicurare accesso a risorse critiche, rafforzare la presenza europea nell’Artico, garantire connettività sicura e sostenere filiere resilienti in un contesto di frammentazione geopolitica. In particolare, l’investimento sulla Groenlandia risponde direttamente alle tensioni su sovranità, sicurezza e materie prime, trasformando la politica OCT in uno strumento coerente con l’agenda su competitività, sicurezza e autonomia strategica europea.
E adesso?
Il passo successivo sarà il negoziato sul prossimo QFP e sull’adozione definitiva della nuova DOAG. Se confermata, la strategia imporrà all’UE di passare dall’intento all’esecuzione: coordinare efficacemente i nuovi fondi con Global Gateway e gli altri strumenti finanziari, garantire capacità amministrativa negli OCT e tradurre l’aumento di risorse in progetti concreti su energia, digitale, materie prime e sicurezza. La posta in gioco è chiara: consolidare gli OCT (e in primis la Groenlandia) come avamposti della proiezione geopolitica europea, non più ai margini, ma al centro della strategia industriale e di sicurezza dell’Unione.