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Trump minaccia la Groenlandia e Frederiksen ne approfitta: elezioni anticipate il 24 marzo sull'onda anti-americana
Cosa è successo?
La premier danese Mette Frederiksen ha annunciato elezioni anticipate per il 24 marzo, sfruttando un momento politico favorevole creato paradossalmente da Donald Trump.
Le mire di Trump sulla Groenlandia hanno scatenato il “rally around the flag effect” in Danimarca, ricompattando l'opinione pubblica attorno alla figura della Premier che ha risposto con fermezza alle pressioni americane.
Frederiksen era in difficoltà: aveva perso le elezioni locali del novembre 2025, era precipitata nei sondaggi a dicembre, e il suo Partito Socialdemocratico era sceso sotto il 20%. La sua reazione dura a Trump ha però invertito la tendenza, riportando il partito a crescere settimana dopo settimana.
Perché è importante?
È un caso significativo in cui la politica estera aggressiva di Trump produce l'effetto opposto a quello desiderato: invece di destabilizzare la Danimarca, ha rafforzato la sua Premier e ricompattato il Paese. Frederiksen sta costruendo tutta la campagna attorno al tema della sovranità europea e della necessità di stare in piedi da soli senza dipendere dagli Stati Uniti.
E adesso?
Il voto è il 24 marzo, quindi manca meno di un mese. Frederiksen parte favorita sul primo posto ma la partita interna è rischiosa. Le sue misure di austerità, come l'abolizione di un giorno festivo per finanziare il riarmo, non sono popolari. Ha perso Copenaghen per la prima volta in 87 anni. Se non otterrà una maggioranza autonoma dovrà appoggiarsi a Verdi ed estrema sinistra, il che potrebbe complicare la sua linea dura su immigrazione e difesa.