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Troppo successo per Claude: Anthropic raziona la potenza e rischia di perdere clienti

Cosa è successo
Anthropic, al momento, si sta trovando ad essere vittima di un violento cortocircuito tra l'ambizione del suo software e i limiti fisici dell'hardware. In meno di due mesi, l'adozione esplosiva di Claude Enterprise e Claude Code ha triplicato il run-rate dell’azienda, con una proiezione sui ricavi di 30 miliardi di dollari.Per arginare l'onda, Anthropic ha appena siglato un accordo pluriennale da svariati miliardi con CoreWeave, la principale neocloud del mercato, assicurandosi un accesso prioritario a migliaia di GPU Nvidia.
La rete, però, adesso sta cedendo. Gli utenti documentano un degrado costante delle prestazioni dei modelli (il famigerato "nerfing"); il fondatore di Retool David Hsu, ex multis, ha annunciato il ritorno alla piattaforma di OpenAI, denunciando un uptime di Anthropic ormai incompatibile con le necessità aziendali.
Perché è importante
Siamo di fronte ad un'operazione di razionamento sistematico delle scorte computazionali. La cautela infrastrutturale che il CEO Dario Amodei ha storicamente rivendicato come scelta di responsabilità — bollata di recente da OpenAI come una macroscopica "stima mal calibrata" della domanda — è oggi il primo vero grande collo di bottiglia. Gestire il crunch ha imposto lo smantellamento silenzioso del modello flat-fee per i grandi clienti. Il passaggio alla fatturazione a consumo (per-token) sta dunque, almeno per adesso, chiudendo la parentesi dell'AI intesa come abbonamento software, con Claude sempre più simile ad una utility energetica.
La firma con CoreWeave, incrociata con le indiscrezioni sullo sviluppo di chip proprietari, fotografa una manovra d'emergenza. In questa fase, la valutazione da 800 miliardi di dollari sollecitata dai VC non premia solo l'architettura dei modelli, ma scommette sulla capacità fisica di Anthropic di non farsi strangolare dal suo stesso successo.
E adesso?
L'oro digitale dei modelli di frontiera è andato a sbattere contro la ghisa dei data center. Contratti miliardari come quello stipulato con CoreWeave sono cerotti costosissimi su una debolezza strutturale, ovvero l'assenza di una catena del valore proprietaria completa. A decretare il vincitore sarà la tenuta del mercato business. Se la percezione di un Claude instabile dovesse calcificarsi, l'immenso vantaggio strategico conquistato sul coding evaporerà a beneficio di chi possiede reattori sufficienti a garantire la continuità operativa — leggasi Google e OpenAI, ma anche Meta. In una guerra di logoramento computazionale, avere il modello migliore è ininfluente se la porta per accedervi resta chiusa.