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Troppa prudenza sui data center AI: perché Microsoft si è ritrovata a corto di capacità
Cosa è successo
Microsoft ha appena chiuso il suo peggior trimestre in borsa dal 2008, con un calo del 23% nei primi tre mesi dell’anno. Sullo sfondo ci sono i dubbi degli investitori sul ritorno degli enormi investimenti AI, la trazione ancora modesta di Copilot e una tensione crescente sulla capacità di calcolo disponibile. Secondo Bloomberg, a fine 2024 la CFO Amy Hood ha rallentato numerosi progetti di espansione dei data center, giudicando troppo ottimistiche alcune proiezioni di domanda. Nei mesi successivi, però, l’azienda ha continuato a soffrire di scarsità di capacità, tanto che oggi una parte della crescita resta frenata proprio dalla mancanza di spazio e chip sufficienti.
Perché è importante
Azure continua a correre, trainato anche dal backlog di OpenAI e Anthropic. Copilot, invece, non ha ancora mostrato una trazione tale da giustificare da solo l’enorme quantità di capacità che richiede — soprattutto quando altri team commerciali, prodotti interni e clienti esterni si contendono gli stessi chip. Inclusa la stessa OpenAI, che da partner esclusivo si sta pian piano trasformando in concorrente a pieno titolo, su quasi tutti gli strati della stack.
A Redmond, come per il resto della industry, la domanda non manca; il nodo resta sempre decidere a chi destinare per primo una risorsa che continua a non bastare.
In questo quadro, la CFO Amy Hood ha finito per arbitrare molto più dei conti. Stando ad un profilo pubblicato da Bloomberg, il suo lavoro si è espanso largamente nell’area operativa, controllando hiring, budget, partnership, e addirittura la distribuzione settimanale della risorsa più preziosa, cioè le GPU.
Sotto la sua guida, adesso, l’azienda che ha acceso prima di quasi tutti la corsa enterprise all’AI si ritrova dentro un vincolo di allocazione molto concreto: nel 2025, Hood ha frenato gli investimenti in data center per non lasciare che il buildout corresse troppo avanti rispetto alla domanda prevista, e oggi Microsoft paga anche quella prudenza, perché la scarsità di capacità si è trasformata in un vincolo diretto alla crescita.
E adesso?
Nel breve termine Microsoft dovrà continuare a scegliere con sempre meno margine d’errore. Il reshuffle su Mustafa Suleyman suggerisce che sul fronte Copilot la pazienza si stia assottigliando. Il ricorso crescente ai neocloud, intanto, mostra che nemmeno una macchina da $2.8 trilioni riesce più a coprire da sola tutta la buildout che l’AI richiede — a costo di andare a rafforzare rivali presenti e futuri.
In una fase in cui la domanda supera ancora di molto la capacità, tutto si restringe alla scelta molto concreta di decidere, settimana dopo settimana, chi usa per primo il compute. E dentro Microsoft chi dev’essere?