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Tre Paesi dell'Ue si classificano tra i primi 5 al mondo per la cybersecurity, Italia fuori dalla top 10

Cos’è successo
Al 18 agosto nel nuovo aggiornamento del National Cyber Security Index (NCSI) gestito dall’Estonian e-Governance Academy (eGA), l'Albania è al primo posto. E nei primi 5 Paesi, 3 sono fanno parte dell'Ue. La classifica globale misura il livello di preparazione di 155 Paesi e territori nell'affrontare e prevenire le minacce informatiche: è in costante aggiornamento. L'indice analizza le capacità nazionali integrando 49 indicatori distinti distribuiti su 12 aree chiave, che spaziano dalla legislazione vigente alla protezione delle infrastrutture critiche, fino alle competenze delle forze armate e della polizia nel contrasto al crimine cibernetico.
L'Italia qui si ritrova esclusa dalla top 10 e condivide le stesse difficoltà di altre grandi Stati occidentali. La graduatoria mostra infatti una ridefinizione delle gerarchie internazionali della difesa digitale: in testa ci sono gli Stati piccoli che decidono in fretta e hanno una catena di comando molto semplice, mentre colossi come Germania, Stati Uniti e Regno Unito scivolano indietro perché rallentati da burocrazia e troppi enti diversi che fanno fatica a coordinarsi.
Perché conta
- L’Albania guida la classifica mondiale con 98,33 punti su 100, evidenziando come una governance agile e centralizzata possa superare anche apparati burocratici più complessi. Seguono Canada, Finlandia, Lituania e Belgio;
- La classifica evidenzia come le grandi potenze (USA 31°, UK 41°) paghino la presenza di sistemi complessi e burocratizzati, rimanendo vulnerabili proprio sulle lacune di governance e integrazione tra enti;
- Il 12° posto dell'Italia dimostra come la frammentazione normativa e la lentezza nell'aggiornamento dei protocolli impediscano anche al nostro Stato di raggiungere i massimi standard di prevenzione.
Adesso
- I governi dovranno colmare i gap specifici emersi dall'indice, come la mancanza di una dottrina cibernetica militare o di riserve operative per le crisi su vasta scala;
- L'adozione di standard rigorosi per le infrastrutture critiche nei settori energia, sanità e finanza diventerà il benchmark di riferimento per l'adeguamento normativo globale;
- L'incremento costante di attacchi ransomware e phishing avanzato costringerà le nazioni a rafforzare la cooperazione internazionale e le partnership tra pubblico e privato.