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SpaceX acquisisce Cursor per 60 miliardi pochi giorni dopo l'IPO

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SpaceX acquisisce Cursor per 60 miliardi pochi giorni dopo l'IPO

Cos’è successo

Due sedute di Borsa dopo l'IPO record, SpaceX ha esercitato l'opzione siglata ad aprile e comprato Anysphere — la società dietro Cursor, l'app di vibe coding tra le più in voga — per 60 miliardi di dollari, pagati interamente in azioni proprie e non in contanti. È la più grande acquisizione di sempre di una startup finanziata dal venture capital, e dovrebbe chiudersi entro il terzo trimestre.

L'operazione arriva mentre il titolo vola: dai 135 dollari del collocamento di venerdì è salito tra il 40 e il 55%, portando SpaceX intorno ai 2,5-2,7 trilioni di capitalizzazione, oltre Amazon e quinta azienda al mondo per valore — pur con 19 miliardi di ricavi e quasi 5 di perdite, contro i 717 miliardi di ricavi e 78 di utile di Amazon. Sul mercato gira appena il 4% delle azioni (il resto è vincolato per legge e accordi), e questo amplifica gli sbalzi. Musk, contestualmente, è ufficialmente il primo trilionario.

Perché conta

Con l'IPO le azioni SpaceX sono diventate una valuta: pubblica, liquida, gonfiata dalla fede. Il prezzo dei 60 miliardi era già fissato dall'opzione di aprile; ma è la quotazione a fornire la moneta per pagarlo, e a renderlo meno caro: più sale il titolo, meno azioni servono per coprire quella cifra. Così Musk ha optato per un esercizio in sole due sedute invece che nei trenta giorni a disposizione, aggiungendo all'impero il pezzo che mancava (il coding). La scommessa verticale che leggevamo all'IPO si completa — per acquisto e con carta sopravvalutata, non vincendo sul campo.

  • Perché proprio il coding? Scrivere software con l'AI è l'applicazione più redditizia e già monetizzata del settore, e lì comandano Claude Code (Anthropic) e Codex (OpenAI), mentre Grok arranca ("xAI non era stato costruito bene la prima volta, va rifatto dalle fondamenta", ha ammesso Musk). Cursor è la startup di coding cresciuta più in fretta: 3-4 miliardi di ricavi annualizzati (proiettati su un anno al ritmo attuale) e migliaia di clienti aziendali. Comprandola, SpaceX si prende prodotto, talento (xAI perdeva ingegneri a frotte) e dati; e dà a Cursor, a corto di calcolo, l'infrastruttura che le mancava;
  • Solo che è una confessione di debolezza travestita da forza. Anche lei, infatti, sta arretrando: la sua quota di mercato è scesa dal 41% di un anno fa al 26%, mentre Anthropic si è presa metà della categoria. Cursor stava per raccogliere capitali a una valutazione di 50 miliardi; SpaceX se la prende tutta per 60, in titoli che il mercato ha appena raddoppiato, per un campione che perde terreno proprio contro il rivale da raggiungere. L'azienda più ricca per capitalizzazione si compra l'uscita da un buco competitivo invece di guadagnarsela;
  • L’apparente contraddizione è che SpaceX affitta capacità di calcolo — per circa 26 miliardi l'anno — ad Anthropic e Google, i suoi stessi rivali, con contratti che può rescindere in 90 giorni, ma possiede un laboratorio affamato suo, che quella capacità la vorrà per sé. Torna la domanda che ci eravamo posti all'IPO: affittacamere del calcolo per gli altri, o padrone dei modelli? Cursor scioglierebbe il nodo spingendolo dalla parte della frontiera perché Musk non si accontenta di fare l'infrastruttura altrui, ma la corsa è sempre più complicata.

Adesso

  • La carta-fede è moneta buona finché il mercato ci crede. Pagare in azioni proprie sopravvalutate non costa quasi nulla mentre il titolo sale; ma con appena il 4% del capitale scambiato gli sbalzi sono violenti, e una caduta della quotazione svuoterebbe insieme la moneta delle prossime acquisizioni e i pacchetti di chi, a Cursor, è stato pagato in titoli SpaceX. Un volano che gira benissimo in salita e si inceppa in discesa;
  • Resta da capire se denaro e calcolo ricomprino un vantaggio che sfugge. Il coding si decide sulla qualità dei modelli, e lì Cursor stessa stava scivolando; l'acquisto le porta scala, clienti e dati, ma il suo modello (Composer) dovrà comunque battere Claude e Codex sul merito. Altrimenti Musk avrà comprato un nome, non un vantaggio;
  • Intanto SpaceX fa da apripista: l'ingresso accelerato negli indici di Borsa porterà i fondi passivi a comprarla d'ufficio, e dietro premono le quotazioni di Anthropic e OpenAI. È solo la prima mossa dopo l'IPO, e con una valuta da 2,7 trilioni in mano difficilmente sarà l'ultima. L'impero si assembla a colpi di carta, la prova vera arriverà quando i pezzi comprati dovranno, da soli, reggere il confronto.

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