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Sondaggio UE: 1 europeo su 5 preferisce una dittatura

3 min di lettura

Cosa è successo?

Un recente sondaggio condotto da Open Society Foundations mette in luce come un europeo su 5 consideri preferibile una dittatura o un governo dell’ “uomo forte” rispetto agli ordinamenti democratici e liberali. Un dato particolarmente interessante riguarda il fatto che, benché, la preferenza per i regimi dittatoriali, per quanto altissima, sia particolarmente contenuta (20%, contro 80%) a subire il fascino dei governi totalitari sono soprattutto i più giovani.

Perché è importante?

  • Perché è totalmente coerente con un sondaggio pubblicato la scorsa primavera da Economist in base al quale, oggi, le forze di estrema destra sono le più popolari in UE e riscuotono la simpatia di almeno il 25% degli elettori.

  • Perché mostra come i problemi economici, sociali e di generico malcontento (per esempio nei confronti dell’immigrazione) siano considerati prioritari, almeno da una fetta della popolazione, rispetto a quelli dei diritti civili e delle istituzioni democratiche.

  • Perché denota come le istituzioni democratiche vengano percepite, per paradosso, come parte del problema. In pratica, la inevitabile lentezza e ricerca di compromesso dei processi democratici, viene percepita come un ostacolo al raggiungimento di obiettivi concreti.

  • Perché mostra un dato interessante relativo alla Gen Z che appare profondamente polarizzata e divisa tra posizioni di estremo progressismo e altre di estremo conservatorismo, perseguendo, in entrambi i casi, diversi tipi di totalitarismo.

  • L’Italia viene citata nel report come uno dei Paesi in cui il sentimento di sfiducia è più marcato. Una percentuale rilevante di italiani (spesso superiore alla media UE in questi sondaggi) esprime insoddisfazione per il funzionamento della propria democrazia nazionale, chiedendo maggiore efficienza e decisionismo.

E adesso?

Quel che è verosimile aspettarsi, nei prossimi anni, sarà un proseguimento della polarizzazione politica. Già oggi i risultati elettorali e i sondaggi mostrano come le proposte estreme in molti Paesi europei siano quelle in grado di riscuotere maggiore consenso.

Significativo, in questo senso, il caso della Francia, dove i partiti di centro, centrodestra e centrosinistra, appaiono ridotti a lumicino, a beneficio di estrema destra e estrema sinistra. Lo stesso vale per la Germania dove, dopo anni di latitanza, l’estrema destra è diventata la posizione più diffusa nel Paese; nel Parlamento europeo eletto nel 2024, poi, il gruppo di estrema destra dei Patrioti è attualmente il terzo gruppo più numeroso dell’aula. In questo contesto, però, compaiono eccezioni, come quella dei Paesi Bassi, dove di recente, le elezioni sono state vinte dai liberali di centro sinistra.

In altri contesti, come il Portogallo, l’Austria o, appunto, la Francia e la Germania (o lo stesso Parlamento Europeo) si sono creati cordoni sanitari che hanno unito forze parlamentari tradizionalmente ostili tra loro, per escludere dal governo le forze estremiste.

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