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Social e AI: Benifei accusa il governo di ostacolare norme più stringenti in Ue

Cosa è successo
L’eurodeputato del Pd Brando Benifei, relatore dell’AI Act e negoziatore sul Digital Omnibus, ha sostenuto la linea della segretaria Elly Schlein chiedendo regole più stringenti per piattaforme digitali e intelligenza artificiale, soprattutto per proteggere salute mentale e minori.
Nel dibattito europeo in corso a Bruxelles, Benifei accusa il governo italiano di opporsi sistematicamente a un’applicazione più rigorosa delle norme Ue e di rallentare misure come limiti di età per l’accesso ai social. Il tema si inserisce nella discussione più ampia sul Digital Omnibus, il pacchetto che modifica e aggiorna l’AI Act e altre regole digitali, già approvato dal Parlamento europeo e ora in fase di negoziato con Commissione e Consiglio.
Perché è importante*
La questione non è solo regolatoria ma politica: si sta definendo chi scrive le regole del digitale in Europa e con quali priorità. Da un lato, una linea più restrittiva punta a:
• Rafforzare tutele su minori, salute mentale e diritti fondamentali
• Limitare abusi dell’AI (deepfake, contenuti manipolati)
Dall’altro, esiste una spinta — anche dentro alcuni governi — a evitare eccessi regolatori che possano frenare innovazione e competitività. Il risultato è uno scontro che va oltre l’AI: riguarda il modello europeo di piattaforme digitali, tra regolazione dei rischi sociali e libertà di mercato.
E adesso?
• Il negoziato sul Digital Omnibus entra nella fase decisiva: Parlamento, Commissione e Consiglio dovranno trovare un equilibrio tra semplificazione e nuove tutele;
• Il tema dei minori — inclusi limiti di età e design delle piattaforme — è destinato a salire nell’agenda UE, anche alla luce delle pressioni politiche trasversali.