News & BusinessPOLITICA INTERNAZIONALE
Satelliti LEO, sovranità digitale e la nuova partita Africa–Europa
Cosa è successo?
Le costellazioni satellitari in orbita bassa (LEO) stanno ridisegnando l’accesso a internet, soprattutto in Africa, dove solo il 37,5% della popolazione dell’Africa subsahariana è online, contro oltre il 91% in Europa. Starlink si è rapidamente affermata come fornitore dominante in molti Paesi africani, sfruttando l’assenza di alternative e colmando vuoti infrastrutturali. Ma l’uso dei satelliti LEO si sta spostando da servizio commerciale a asset geopolitico e di sicurezza, come dimostrano i casi Ucraina e Sudan, dove l’accesso (o il blocco) alla connettività satellitare ha avuto impatti diretti sui conflitti.
Perché è importante?
La connettività satellitare è ormai una leva di potere. Per l’Europa, la dipendenza da operatori extra-UE come Starlink solleva rischi di sovranità digitale e sicurezza, accelerando la spinta verso soluzioni autonome (Eutelsat/OneWeb, SES, Airbus, Thales). In Africa, l’opportunità di “leapfrogging” digitale convive con rischi di dipendenza, costi elevati (50 dollari/mese + 389 dollari di hardware) ed esclusione degli unbanked.
E adesso?
La partnership Africa–Europa sui LEO può diventare strategica: co-sviluppo industriale, licenze cross-border africane e investimenti UE (Global Gateway) possono creare alternative credibili, rafforzando sovranità digitale, sicurezza e inclusione, evitando una nuova dipendenza monopolistica dallo spazio.